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Fondi per Scoglio Olivi, ok da Bruxelles

Via libera al finanziamento di 96 milioni per sanare i debiti e avviare il processo di ristrutturazione: stop agli scioperi

POLA. Finalmente da Bruxelles è arrivato l’agognato disco verde della Commissione europea al credito di 96 milioni di euro che permetterà allo stabilimento navalmeccanico Scoglio Olivi di risolvere i problemi di insolvenza per la durata del processo di ristrutturazione.

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La bella notizia che finalmente permetterà il versamento degli stipendi di dicembre è stata comunicata dal commissario alla concorrenza Margrethe Vestager. «La Commissione europea ha concluso che il piano della Croazia di concedere le garanzie per il credito di 96 milioni di euro -si legge nella nota da Bruxelles - è in armonia con le norme comunitarie in materia di aiuti di stato. Le garanzie permetteranno allo stabilimento di proseguire la produzione e di mantenere 1.800 posti di lavoro per la durata di una strategia affidabile finalizzata alla ristrutturazione dello stabilimento che gli garantirà il futuro. Il piano di ristrutturazione deve garantire la sostenibilità a lungo termine della compagnia senza il continuo sostegno pubblico in modo da mantenere in maniera permanente i posti di lavoro».

Dalla comunicazione arrivata da Bruxelles si evince però che ci sarebbero degli esuberi: dipendenti che dunque rischiano di perdere il lavoro. Nelle prime dichiarazioni dopo il via libera da Bruxelles, i dirigenti dello stabilimento non hanno voluto parlare di licenziamenti ma di una ristrutturazione del personale in quanto una parte dello stabilimento verrà destinata alla manutenzione e riparazione dei natanti. Un’attività legata al turismo nautico. Invece l’attività cantieristica vera e propria, come ha confermato il presidente della direzione aziendale Gianni Rossanda, sarà ridotta e limitata alle navi sofisticate e di alta tecnologia per le quali i cantierini istriani si sono fatti un bel nome nel mondo.

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Di fatto un ridimensionamento che secondo gli esperti viene spiegato con due fattori importanti: la carenza cronica di manodopera qualificata e la spietata concorrenza dei cantieri cinesi e sudcoreani nella costruzione di navi per cosi dire standard. La notizia del disco verde al credito da parte della Commissione europea farà probabilmente saltare il viaggio pianificato per oggi a Bruxelles da parte del sindaco di Pola e leader della Dieta democratica istriana Boris Miletic e del presidente della regione istriana Walter Flego. Mercoledi avrebbero dovuto esserci un ulteriore incontro con i rappresentanti dei tre sindacati aziendali.

Prima della notizia giunta da Bruxelles, i cantierini stavano preparandosi a una nuova giornata di sciopero dopo il fallimento dell’accordo tra la direzione e i sindacati. Ed erano pronti a incrociare le braccia in segno di solidarietà anche i cantierini del 3 Maggio di Fiume che da quasi 5 anni fa parte dello Scoglio Olivi, ufficialmente Uljanik Grupa. Intanto ieri mattina un centinaio di cantierini ha manifestato spontaneamente nel cantiere chiedendo le dimissioni della direzione aziendale con in testa il numero uno Gianni Rossanda, ritenuta responsabile della situazione. Poi dopo un’ora di protesta gli operai sono tornati ai loro posti di lavoro. Alcuni giorni fa era stato il vulcanico Bruno Bulic presidente del Sindacato dell’Istria , del Quarnero e della Dalmazia a chiedere le dimissioni della direzione, giudicata incapace di gestire lo stabilimento. Il presidente della direzione aziendale Gianni Rossanda ha annunciato che entro questo mese scenderà in mare lo scafo del primo cruiser costruito a Pola. Comunque un segnale di speranza nel rilancio.

p.r.
 

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