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Fatture gonfiate, l'ex presidente della Bavisela deve risarcire il Comune di Trieste

Enrico Benedetti condannato dalla Corte dei conti. Nel mirino l’iniziativa “Bentornati Topolini”

TRIESTE Dopo il patteggiamento da un anno e dieci mesi in sede penale per truffa aggravata nell’utilizzo di fondi pubblici, arriva la condanna della Corte dei conti. Compie un’altra tappa la vicenda legale dell’ex presidente della Bavisela, Enrico Benedetti, chiamato dalla magistratura contabile al pagamento di 6.372 euro a favore del Comune di Trieste, per sanare il danno erariale causato da fatture false e cifre gonfiate.

Benedetti viene condannato dalla magistratura contabile per una marachella che segue lo stesso schema impiegato nel caso della Bavisela e basato sull’uso distorto di fondi pubblici. Le malversazioni legate all’organizzazione della Maratona d’Europa erano già finite davanti ai giudici, con il pm Giorgio Milillo a contestare l’impiego di 600mila euro spesi dai Comuni di Trieste e Duino Aurisina, oltre che da Regione, Provincia e Camera di commercio.

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Risorse finite nelle casse dell’associazione presieduta per dieci anni da Benedetti, che ne aveva giustificato l’uso con dichiarazioni mendaci, fatture false e rendiconti opachi. L’associazione, travolta dalle indagini, si era sciolta e il suo presidente aveva imboccato la strada delle aule giudiziarie che l’avrebbe portato a patteggiare l’accusa e pagare 26mila euro di multa.

Le indagini svolte dalla Guardia di finanza avevano messo a nudo il sistema, basato su fatture gonfiate emesse a favore delle ditte coinvolte nell’organizzazione, inclusa quella da lui stesso fondata. Procedimento identico a quello messo nel mirino dalla Corte dei Conti, che ha condannato Benedetti a rifondere il Comune di Trieste con oltre 6mila euro più interessi.

L’atto si riferisce alla richiesta, inoltrata al Comune e all’epoca approvata dalla giunta Dipiazza, di supportare con 18mila euro la festa “Bentornati Topolini”, organizzata nel maggio 2008 dal Comitato NoStress dopo la fine dei lavori di riqualificazione. Del Comitato Benedetti era vicepresidente, pur essendone di fatto il vero gestore. I magistrati hanno riscontrato costi ingiustificati e riconosciuto un danno erariale da 6.372 euro per “indebita percezione di contributi pubblici”.

Il caso aveva interessato anche la giustizia penale, con la giunta finita sotto inchiesta per falso ideologico: gli assessori vennero tuttavia scagionati su richiesta dello stesso pm. Secondo la Corte, la rendicontazione dell’impiego del finanziamento fu basata su “documentazione contraffatta e/o non veritiera”, rispetto agli oneri sostenuti. Un’azione fraudolenta, costata oltre 6mila euro, pari al compenso autoattribuitosi dallo stesso Benedetti per presunte prestazioni effettuate nel quadro della manifestazione, con tanto di doppia fatturazione da parte della sua impresa individuale denominata Games. I giudici evidenziano che Benedetti era contemporaneamente presente in più associazioni che a vario titolo mungevano le casse degli enti pubblici. Nel pc del condannato “sono stati rinvenuti file di contabilità “promiscua” tra prestazioni afferenti alla manifestazione Bentornati Topolini e a quella della Bavisela”. Di Benedetti i giudici della Corte scrivono che aveva “in prima persona contribuito consapevolmente alla costruzione delle operazioni truffaldine, con chiara finalità ingannatoria nei confronti dell’ente erogatore”. Nessun addebito agli altri componenti del Comitato NoStress.

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