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Tram di Opicina verso il ritorno anticipato, i tecnici aprono

Ripresa dopo un pacchetto iniziale di lavori senza attendere il restyling totale: questo il messaggio dato dall’Ustif, l'organismo ministeriale, in un incontro informale

TRIESTE Il tram di Opicina vede la luce in fondo al tunnel. Mentre un passo alla volta procedono le gare del Comune per gli interventi di ripristino della linea (ultimi sono i 150mila euro per le rotaie), si è rasserenato una volta per tutte il clima tra gli enti locali e l’Ustif, l’organismo ministeriale incaricato di dare il via libera alla ripartenza del tram. In un recente incontro informale del tavolo di lavoro, l’Ustif ha aperto alla possibilità che le vetture bianche e blu possano ripartire dopo un pacchetto iniziale di lavori, mentre gli interventi complessivi di ripristino proseguiranno almeno fino al 2020.

Trieste, il tram di Opicina fermo a tempo indeterminato Il problema ora è molto complesso: bisogna sistemare non solo le vetture, ormai pronte e tirate a lucido, ma anche l’intera linea. Impossibile stabilire quando il tram potrà esser rimesso in funzione. L'articolo


Il presidente di Trieste Trasporti Pier Giorgio Luccarini è ottimista: «Le prospettive mi sembrano buone - afferma -. Il Comune si è adoperato subito e ha cominciato a fare le gare per i binari. Prossimamente anche per la linea aerea. Si sono mossi molto bene, noi abbiamo dato il supporto di natura tecnica». Troppo presto, in ogni caso, per fissare una tempistica: «Su questo fronte alzo le mani, perché purtroppo quando si parla di gare c’è sempre il pericolo dei ricorsi, che rendono difficile fissare dei cronoprogrammi certi».

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Di buono c’è, appunto, che con l’Ustif ormai tutto fila liscio, dopo qualche screzio fra il Comune e l’ente nei mesi passati: «I rapporti sono assolutamente ottimi. L’organismo ministeriale ha dato il suo via libera ai lavori da fare, anche se ovviamente attende il completamento degli stessi per concedere la ripartenza definitiva della linea». Si è materializzata però la possibilità di un’apertura, anche parziale, prima del completamento complessivo degli interventi: «In linea di massima l’Ustif è disponibile. Ora bisogna vedere quanti e quali interventi riterranno necessari per poter riavviare le attività in sicurezza», commenta Luccarini. Attualmente i lavori previsti dovrebbero interessare tutto il 2018 e il 2019 per concludersi, con una trenovia del tutto rinnovata e a norma, nel 2020. Sempre che i potenziali ricorsi non costringano a un rallentamento.

«Noi faremo tutto il più velocemente possibile - conclude Luccarini -. Bisogna anche dire grazie alla Regione che ha messo a disposizione i fondi necessari. Quando gli enti si mettono assieme con volontà univoca per risolvere un problema, le cose si fanno tranquillamente. È un bel segnale e una soddisfazione».

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L’assessore comunale ai Lavori pubblici Elisa Lodi commenta: «Stiamo lavorando assieme per il bene della collettività. Il tavolo di lavoro che coinvolge tutti gli enti pubblici e la società di gestione del tram funziona e porterà i suoi frutti. Mi sento di rassicurare i cittadini sulla riattivazione del tram, che tornerà a essere disponibile a tutti, triestini e turisti».

Il sindaco Roberto Dipiazza auspica da tempo di far ripartire il tram entro la primavera. L’obiettivo è considerato ottimistico dagli addetti ai lavori, anche se l’apertura dell’Ustif genera senza dubbio uno spiraglio di possibilità: all’organismo con sede a Venezia preme soprattutto che si ponga rimedio allo stato delle rotaie, oltre alla messa a norma dei marciapiedi delle fermate. La proverbiale buona sorte del primo cittadino potrebbe quindi venirgli incontro anche in questo caso.

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Resta fondamentale l’impegno finanziario preso dalla Regione in sede di manovra di bilancio: oltre tre milioni di euro destinati a rimettere in sesto la storica linea. Aveva annunciato ai tempi l’assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro: «La Regione aveva promesso e garantito di fare la propria parte e abbiamo previsto con questa norma un finanziamento complessivo di 3,1 milioni di euro in tre anni, come da cronoprogramma del Comune per i diversi interventi: 500mila euro per il 2018, 1,2 milioni per il 2019 e 1,4 per il 2020. Le risorse 2018 rappresentano spese di investimento e potranno essere integrate eventualmente anche in assestamento di bilancio, sulla base dell’avanzamento dei progetti e della spesa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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