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Sèleco accelera lo sbarco a Trieste: chiederà uno spazio a Samer

Il Magazzino 5 in Porto vecchio va risistemato, si punta allora a un capannone in Punto franco nuovo. E l’imprenditore Pannella vuole portare al più presto gli uffici commerciali e amministrativi in centro

TRIESTE Rispetto alla presentazione d’ottobre nel salotto azzurro comunale, il piano viene aggiornato ma mantiene il 2018 come anno-chiave per il rilancio di un marchio storico della televisione italiana. Perché già nel ’18 l’imprenditore romano Maurizio Pannella, che adesso accentra tutte le leve decisionali dell’antico brand come presidente e amministratore delegato (non c’è più Aurelio Latella), vuole che la “sua” Sèleco fatturi 50 milioni di euro. Ha scommesso sul punto franco e su un vantaggio competitivo misurabile nel 14%.

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L’obiettivo, in realtà, è puntare a “quota 100” ma arrivare alla metà nel corso del corrente esercizio viene ritenuto una soddisfacente entrée. Nel bar dell’hotel “Duchi d’Aosta”, momentaneo quartier generale in attesa di un’organizzazione meno provvisoria, Pannella scandisce il cronoprogramma più immediato: entro la fine di febbraio intende trovare una sede in centro per gli uffici commerciali e amministrativi, ancora entro la fine di febbraio vuole reperire un capannone dove iniziare l’attività di assemblaggio. Pensa di assumere una decina di persone dietro le scrivanie e - a regime - una cinquantina di addetti in fabbrica.


«Il magazzino 5 in Porto Vecchio - dice l’imprenditore romano - va rimesso a posto, recupereremo l’immobile ma non possiamo permetterci di star fermi fino a che la struttura non sarà risistemata». Allora urge una soluzione di riserva: potrebbe fornirla Enrico Samer, “prestando” alla Sèleco uno degli spazi in concessione all’interno del Punto franco nuovo. L’incontro con Pannella, che sulla piazza triestina si avvale della consulenza dell’avvocato marittimista Paolo Stern, dovrebbe avvenire in questi giorni.

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Dietro alla possibile collaborazione con il terminalista triestino specializzato nei traffici da/per la Turchia, la trattativa con un importante produttore turco di elettrodomestici, la Beko, contattata per la fornitura di componenti per i televisori, in sostituzione dell’attuale partner cinese. L’idea di Pannella è quella di definire una joint venture con Beko.

L’imprenditore romano, che controlla Sèleco con la sua controllata Twenty, ha irrobustito il capitale sociale portandolo a 3,5 milioni. Calcola che l’investimento occorrente, per ridare smalto alla Sèleco, viaggi attorno ai 25-30 milioni di euro. La gamma di prodotto andrà dai 32 ai 55 pollici, un po’ ridotta rispetto all’annunciata forbice 24-65 in occasione della “prima” ottobrina. Non si sbilancia su date precise riguardo l’inizio degli assemblaggi, perché molto dipenderà dal reperimento del sito. «Prima è, meglio è», risponde volutamente generico. Pannella ribadisce che una quota rilevante della produzione sarà destinata all’esportazione e che, in questa prospettiva, sta coltivando relazioni commerciali anche con il Brasile.

«Abbiamo chiuso le attività a Milano e a Como - aggiunge Pannella - per concentrarci su Trieste, dove vogliamo sviluppare anche le attività indotte, dalle scatole-contenitori degli apparecchi ai trasporti». E manda un messaggio alle istituzioni: «Il nostro modello è un’alternativa alla delocalizzazione. Perciò credo che chi governa il territorio, abbia l’interesse a darci una mano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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