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Patto bipartisan sulla Eaton «A Roma ci faremo sentire»

Ok unanime del Consiglio a un documento di «impegno per la tutela dei lavoratori» E spunta la notizia che l’azienda a ottobre aveva chiesto l’Autorizzazione ambientale

Ordine del giorno votato all’unanimità. Il Consiglio comunale ha consegnato il mandato al sindaco. A «richiedere che venga assunta ogni utile iniziativa per il mantenimento dell’attività poroduttiva del sito industriale a tutela dell’occupazione dei lavoratori della Eaton» e «a promuovere con i soggetti competenti un tavolo che elabori un piano di sviluppo del comparto economico industriale del nostro territorio». Tutto frutto dell’integrazione della proposta di maggioranza con i due “odg” presentati dai consiglieri Cristiana Morsolin (La Sinistra per Monfalcone), Omar Greco (Mdp) e Annamaria Furfaro (La Nostra Città), nonché dal capogruppo Pd, Marina Turazza. È scaturita la sospensione dei lavori per permettere ai capigruppo di “assemblare” i contributi, come proposto dal consigliere Ciro Del Pizzo (Fi). Al voto: 20 favorevoli su 20 presenti. Maratona ieri, a presiedere il Consiglio Elisabetta Maccarini (M5S). In aula c’erano i sindaci di San Pier, Fogliano, il vicesindaco di Duino Aurisina. E il consigliere regionale Roberto Marin (Fi). Le dem Silvia Altran, Lucia Giurissa e Omar Greco (Mdp) sono andati via prima, non hanno partecipato all’approvazione del documento.

Al Mise il 25 gennaio l’atto sarà espressione della città e del suo territorio. Prima di tutto il mantenimento del sito produttivo. All’azienda si chiede chiarezza. Sui conti che “non tornano” e sul piano industriale. E dopo che in aula i segretari provinciali Livio Menon (Fiom Cgil) e Antonio Rodà (Uilm), con i componenti della Rsu a toccare le corde emotive più profonde, hanno ascritto all’azienda contraddizioni e responsabilità al limite del «dolo», per dirla con le parole di Alessandro Fontana, è giunto l’ultimo aggiornamento, comunicato da Cisint. La Regione il 31 gennaio ha convocato un incontro per l’istituzione di una Conferenza dei servizi. Eaton, l’ottobre scorso, ha richiesto l’Autorizzazione unica ambientale (Aua). Altra contraddizione da capire.

Menon ha incalzato: «Il mercato dell’auto ha segnato il record di aumento, al 3,5%. L’azienda non ci racconta la verità – ha detto –. Non era in perdita». Ha scandito: «Chiediamo il massimo della solidarietà a tutte le istituzioni per andare al Mise e chiedere all’azienda di riprendere il sito». Sull’accordo circa lo sportello del lavoro in Fincantieri ha argomentato: «Non è ciò che chiediamo finire nel novero di persone che hanno già i loro problemi. Vengano salvaguardati i 157 lavoratori, i 16 interinali e i 40 dell’indotto». Rodà ha su tutto evidenziato: «Il tempo è fondamentale. Non possiamo oggi parlare di ricollocazione - ha aggiunto - perché perdere l’azienda è un pezzo di territorio che se ne va». Fontana della Rsu ha ricordato lo choc: «In Confindustria avevamo chiesto un mix di prodotti ai fini della diversificazione. Ci hanno risposto “si chiude”». Cisint ha parlato a lungo. Ha posto gli obiettivi: garantire i 200 posti di lavoro; lavorare perché questa garanzia sia acquisita in tempi rapidi; avviare, a partire dal caso Eaton, le azioni necessarie alla presa in carico e al governo dell’insieme del sistema produttivo locale. Tutti i tavoli devono “remare” nella stessa direzione. Ha caldeggiato il documento unitario al Consiglio. Solidarietà corale in aula. E l’obiettivo condiviso di mantenere lo stabilimento. Morsolin l’ha detto: «Il Jobs Act ha creato grandi difficoltà, gli investitori stranieri fanno ciò che vogliono». Ha parlato di «strumenti straordinari per tenere aperta la fabbrica». Ma ha anche voluto considerare il “piano B”, la ricollocazione, riprendendo il concetto del consigliere Maurizio Bon (Pensionati) circa lo stare con i piedi per terra, facendo riferimento all’accordo tra Comune e Fincantieri in ordine all’assunzione di 250 lavoratori locali in cantiere. Per Antonio Garritani (Responsabilmente con i fatti) l’azienda «ha premeditato» la chiusura. E il Mise «possiede il vero potere contrattuale».

Greco, al netto di posizioni diverse in ordine alla politica del lavoro governativa rimandate ad altre circostanze, ha ribadito le misure straordinarie davanti al ministero e chiamando in causa l’accordo Comune-Fincantieri: «Serve chiarezza su fattibilità e procedure», ha detto pensando al possibile riassorbimento dei lavoratori Eaton. Ha auspicato un odg unitario. Altran ha ripetuto: andare al Mise con la massima coesione possibile. Suzana Kulier (Misto) ha invitato a fare presto, e a indire un tavolo permanente per fare massa critica sullo sviluppo del territorio. E Giuliana Garimberti (Cisint sindaco - Monfalcone sei tu): «Lo Stato deve intervenire verso le aziende che fanno e disfano». Mauro Steffè (Fdl)
ha insistito sulla verifica del piano industriale di Eaton. Gualtiero Pin (M5S) ha proposto un monitoraggio continuo della situazione industriale monfalconese per individuare criticità e sviluppi nei settori che sono proiettati nel futuro poroduttivo.

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