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Agenti sloveni sconfinano per bloccare l’auto in fuga

Inseguimento in città di un mezzo radiato e con targa rubata condotto da una gradese  che sperona le volanti prima di essere presa a Rupa. Nel bagagliaio un piede di porco

Quella frontiera, sino a qualche anno fa, era un limite invalicabile e angosciante. Anche per le forze dell’ordine che non potevano varcarla.

In sostanza, anche se il confine era “caduto”, se i valichi di fatto non esistevano più e sulla direttrice Italia-Slovenia (e viceversa) transitavano liberamente uomini e cose, la liberalizzazione non valeva per le forze dell’ordine. Se la polizia, o i carabinieri “nostrani” ma anche gli agenti sloveni, si ritrovavano a dover inseguire un veicolo qualsiasi, dove a bordo si trovavano magari ladri, rapinatori o malviventi assortiti, le pattuglie, nel momento in cui giungevano all’altezza di uno degli ex valichi, si dovevano... fermare. E osservare mestamente la macchina che stavano tallonando mentre si dileguava nella notte slovena o italiana.

Ma, ora, si è voltata pagina. E anche le forze dell’ordine hanno potuto abbattere il confine grazie a specifici accordi con i colleghi d’oltreconfine. A dimostrarlo, un fatto di cronaca. Una pattuglia della Polizia slovena ha effettuato, l’altra sera, un inseguimento in territorio italiano nei confronti di una vettura che, pochi istanti prima, non si era fermata a un posto di controllo oltre confine, in Slovenia. L’episodio è avvenuto attorno alle 19.55, giovedì scorso. Gli agenti sloveni hanno comunicato alla Questura isontina che una Volkswagen Golf aveva ignorato l’alt in territorio sloveno e si era data alla fuga, attraversando il valico confinario di Sempeter Vrtojba. La Polizia d’oltreconfine ha, quindi, chiesto l’autorizzazione affinché una sua pattuglia, in base all’accordo sulla “cooperazione transfrontaliera” di Polizia, possa sconfinare all’inseguimento dell’auto.

Ecco i dettagli. La vettura (guidata da 25enne di Grado) stava percorrendo via Volkova a Nova Gorica, in direzione Casa Rossa. La polizia slovena, durante un normale controllo, ha esposto la paletta invitando l’automobilista a fermarsi. Ma questa, invece di rallentare, ha accelerato. Gli agenti, a quel punto, non hanno potuto fare altro che mettersi all’inseguimento della Golf. Più volte hanno lampeggiato e utilizzato la sirena ma la vettura ha continuato la sua corsa, adottando - si legge in una nota della Polizia slovena messa a disposizione dal “Primorski Dnevnik” - una «guida aggressiva e pericolosa». Era chiaro che l’intento fosse quello di scappare e di trovare riparo nella madrepatria, in Italia. Ma in prossimità della linea confinaria, a Sempeter, è scattato il protocollo, e la polizia slovena ha potuto varcare la frontiera e continuare l’inseguimento per le vie di Gorizia. Sono stati momenti molto concitati.

La tenacia degli agenti sloveni è stata ripagata perché a Rupa (Savogna d’Isonzo), con l’aiuto anche dei Colleghi italiani, sono riusciti a fermare l’automobilista fuggitiva, non prima di essere speronati dalla Golf nell’estremo tentativo di scappare ancora. Ed è a quel punto che si è scoperto il motivo della fuga. La vettura è risultata essere radiata e con una targa asportata (e rubata) da un’altra automobile. Nel bagagliaio, inoltre, c’era un piede di porco. La donna (A.V. le sue iniziali) è stata immediatamente
denunciata a piede libero per possesso di oggetti atti allo scasso. Provvedimenti e multe salate verranno comminate anche dalla Polizia slovena vista la guida spericolata dell’auto, con lo speronamento della vettura degli agenti di oltreconfine.

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