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Vince la linea di Dipiazza Pahor presidente dell’Itis

L’architetto eletto dal nuovo Cda. Scartata l’ipotesi di asse sindaco-Pd su Zvech Il neoincaricato: «Continuità con il mandato precedente». Ma Marini è polemico

L’architetto Aldo Pahor, candidato del sindaco Roberto Dipiazza, è il nuovo presidente dell’Asp Itis di Trieste. Alla sua destra, in veste di vicepresidente, siederà Pamela Rabaccio, il nome proposto dalla Lega Nord. È l’esito di un confronto che nelle scorse settimane ha visto un discreto tira e molla tra le forze politiche di maggioranza e opposizione.

Commenta il neo-presidente: «La mia elezione è frutto della presentazione del mio nome da parte del sindaco. Continueremo sull’onda del precedente mandato, facendo del nostro meglio». Troppo presto per parlare di progetti in programma: «Ora serve un po’ di tempo per impratichirci con la macchina dell’Itis».

La vicepresidente Rabaccio ha dichiarato all’assemblea di considerare «un privilegio» la possibilità datale.

Con la nomina di Pahor è tramontata definitivamente l’ipotesi di un asse tra Dipiazza e la presidente regionale Debora Serracchiani, che almeno sulla carta avrebbe dovuto portare alla guida dell’ente Bruno Zvech, ex consigliere regionale dei Ds, ex segretario Cgil e ora guida dell’Istituto Nautico.

Un’opzione più tradizionale è prevalsa infine sull’asse trasversale, con il centrodestra che si piglia tutte le mani. Resta però qualche tensione residua. Interviene infatti sul tema il consigliere regionale e comunale forzista Bruno Marini, che commenta: «Non conosco personalmente l’architetto Pahor ma me ne hanno parlato molto bene. Resta il fatto che gli accordi fra le forze politiche prevedevano che le cariche di presidente e vicepresidente dovessero andare ai nominati di Forza Italia e Lega». Prosegue ancora Marini: «Forza Italia, attraverso il nostro capogruppo Piero Camber, aveva presentato il nome del professor Giuseppe Bellini, figura di altissimo profilo nella medicina triestina. Sono certo che il presidente Pahor sarà bravissimo, ma è il candidato della Lista Dipiazza. Gli auguro quindi di operare al meglio, anche se restano il nodo politico e la mia delusione». Va sottolineato, però, che il nome di Pahor è gradito anche al “senatore” Giulio Camber.

Sempre ieri, oltre alle cariche di vertice, è stato rinnovato ovviamente anche il consiglio di amministrazione. Sarà composto da Sabrina Iogna Prat, Erica Mastrociani e Zvech, oltre a Pahor e Rabaccio.

Ieri era previsto anche il voto per l’eventuale rinnovo del direttore generale Fabio Bonetta. Durante la seduta, però, il Cda di nuova nomina ha deciso di sospendere il voto, dandosi 45 giorni di tempo per operare le dovute valutazioni. Sembra in ogni caso che si vada verso la riconferma del dirigente.

Tra le possibili innovazioni che sono al vaglio attualmente nell’ente va segnalata la possibilità di una diminuzione delle indennità dei vertici, che ammontano attualmente a circa 60mila euro annui. Si parla dell’opportunità di dimezzare la cifra, anche se il consigliere Zvech si è detto disponibile anche a un azzeramento.

Veniamo ora ai nomi del nuovo Cda. Pahor, vicino alla Curia, è titolare assieme alla moglie della farmacia di via Tor San Piero. Rabaccio, classe 1979, ha al suo attivo una laurea in sociologia. È stata anche candidata alle ultime elezioni di Duino Aurisina, raccogliendo un tesoretto di sei voti. Iogna Prat è una guardia costiera ausiliaria, e il suo nome è stato proposto dal consigliere dei Verdi e socialisti Roberto De Gioia: è lei che il sindaco Dipiazza ha preferito dovendo dare il suo sostegno anche a un candidato di opposizione.

Già
descritta la provenienza di Zvech da sinistra. Erica Mastrociani è invece la presidente uscente. È stata proposta dall’Asuits, ma aveva iniziato il suo mandato quattro anni fa come candidata del sindaco del Partito democratico Roberto Cosolini.

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