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Tribunale, gli avvocati brindano alla consulta

Il presidente dell’Ordine, Gaggioli: «Si rinforza la battaglia per l’ampliamento della nostra circoscrizione»

«Ora noi avvocati non siamo più soli. Può continuare con ancora più convinzione la battaglia per l’ampliamento della circoscrizione del Tribunale di Gorizia». In attesa di capire se davvero – come anticipato pur con il condizionale d’obbligo dalla senatrice Fasiolo dopo il suo colloquio con il sottosegretario alla Giustizia Ferri – è tramontato il rischio di veder accorpata a Udine la sezione fallimentare del tribunale goriziano, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Gorizia Silvano Gaggioli commenta con soddisfazione la nascita di una sorta di “consulta” permanente sui problemi degli uffici giudiziari e del carcere, seguita al vertice dei giorni scorsi in Municipio.

«In questo caso parlo innanzitutto nella mia veste di rappresentante degli avvocati isontini – dice Gaggioli –, perché il percorso in difesa del Tribunale l’abbiamo condotto come ordine fin dal 2012. La speranza è che questa volta davvero tutte le forze politiche ed economiche del territorio si schierino assieme e con convinzione per salvaguardare una struttura tanto importante per tutti». Per farlo, conferma Gaggioli, il vero obiettivo deve essere quello di ottenere il tanto auspicato ampliamento del territorio di riferimento del Tribunale di Gorizia. «Allargare a Palmanova e alla Bassa Friulana la competenza di Gorizia significherebbe avere un Tribunale efficiente – dice Gaggioli –, così come sono efficienti al momento proprio le attività relative a esecuzioni immobiliari e fallimenti. Il che rappresenterebbe un incentivo alle imprese per insediarsi nell’Isontino, a Gorizia o nel monfalconese, l’area industriale più rilevante in regione. Al contrario un Tribunale piccolo e con poco personale come quello che abbiamo a Gorizia rischia di essere in costante sofferenza, e, in prospettiva, prima o poi finirà per essere messo in discussione».

Peraltro, il progetto che prevedrebbe la circoscrizione del Tribunale di Gorizia estesa al Palmarino e alla Bassa ha una sua logica evidente. «Parliamo dello stesso territorio che già riguarda la nostra Azienda sanitaria – sottolinea il presidente dell’Ordine degli avvocati –, senza dimenticare che già ora la Capitaneria di porto di Monfalcone ha competenza su tutta la costa, praticamente fino a Lignano». C’è poi un aspetto del dibattito cittadino che Gaggioli ha già affrontato non tanto nelle vesti di rappresentante degli avvocati, quanto in quella di consigliere comunale d’opposizione. Ovvero l’addio a Gorizia della commissione per i richiedenti asilo. «Lo spostamento a Udine non dovrebbe incidere direttamente sul futuro del Tribunale – dice –, ma piuttosto su quello della Prefettura. Il Governo aveva già in progetto una razionalizzazione delle prefetture, ma Gorizia si sarebbe salvata
proprio per la presenza della commissione. Insomma, non vorrei proprio in futuro dover infilare una sequenza di strutture vuote e abbandonate, dall’istituto delle Madri Orsoline alla Banca d’Italia, passando magari per la Prefettura e il Tribunale».

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