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Resta solo il pilone del ponte Scontro sull’opera in ritardo

Smontata la struttura girevole di 36 metri che collega l’isola alla Bassa friulana Il forzista Marin pungola Fvg Strade. Il responsabile Vittori: «Impresa sollecitata»

GRADO. Il ponte, con il suo tratto girevole di 36 metri, non c’è più. L’altro pomeriggio è stato portato via l’ultimo pezzo. Di quella struttura che era stata inaugurata nel lontano 1936 rimane solamente il pilone centrale. Un pilone che dovrà essere “incappucciato” con un nuovo meccanismo (quello precedente ha fatto il suo tempo) e consentirà alla nuova struttura, posta al di sopra, di poter ruotare come avveniva in precedenza.

La nuova campata girevole arriverà a Grado dal Veneto sopra una grande chiatta. Poi sarà issata da due grandi gru poste ai due lati opposti e quindi assemblato. Rispetto a quello precedente sarà più largo in quanto è già stata prevista la pista ciclabile. Che non ci sarà, invece, ancora lungo il resto del ponte. Tutti si augurano a tal proposito che la Regione possa fare uno sforzo affinché venga installata a breve una passerella a sbalzo (come quella che c’è lungo il ponte di Primero) perché diversamente ci troveremo di fronte a una vera e propria assurdità. Non solo. Tutti attendono buone nuove anche dal Comune, chiamato a realizzare le due rampe di collegamento alle ciclabili, che già esistono e in particolare a quella che attraversa la laguna verso Belvedere che è, tra l’altro, il tratto conclusivo della importante ciclovia Alpe Adria che parte da Salisburgo e arriva, appunto a Grado.

Ma un arrivo pericoloso come quello attuale non rende merito all’importanza e alla bellezza della ciclovia. Il timore dei gradesi, operatori economici in particolar modo, riguarda sempre le tempiste legate al completamento dell’opera prevista alla fine di marzo. Anche per questo motivo ci sono, oltre al Comune, associazioni come Amo Grado ma anche consiglieri regionali che, preoccupati per i ritardi, chiedono lumi. Il consigliere regionale Roberto Marin (Forza Italia) è uno di questi che, considerato anche il “disastro” in fatto di presenze, registrato a dicembre a causa della chiusura del ponte, si è rivolto direttamente a Fvg Strade titolare dell’intervento e più precisamente al responsabile del procedimento Luca Vittori.

Marin ha chiesto in particolare lumi sulle condizioni del pilone centrale. «Non sono a conoscenza di grandi problemi al pilone centrale – risponde Vittori – È un tema ricorrente destituito da ogni concretezza. Non capisco come mai girino e persistano queste voci». Vittori ricorda a tal proposito che proprio a causa di «questo millantato problema» Fvg Strade ha fatto fare specifiche indagini lo scorso anno. Per l’esattezza Fvg Strade ha incaricato un professore dell’Università di Udine esperto in sicurezza statica che non ha ravvisato, dopo approfondite indagini su materiali prelevati dal pilone, problematiche. Sulla questione, precisa ancora Vittori, l’impalcato nuovo pesa meno di quello vecchio «per cui se il pilone avesse “problemi” – e non ne ha -, domani starà comunque meglio di oggi in quanto sosterrà un peso minore».

L’altro aspetto è quello legato ai ritardi. «È invece vero – risponde Vittori a Marin – che l’impresa è in ritardo rispetto al cronoprogramma». E aggiunge: «Ho chiesto quindi una relazione scritta al direttore dei lavori e soprattutto ho chiesto - specifica al responsabile del procedimento per Fvg Strade - che lo stesso emetta un ordine di servizio di richiamo/sollecito all’impresa per chiedere come intende recuperare i ritardi». In realtà secondo Vittori non si tratta di ritardi gravi, critici (si parla di una o due settimane) tuttavia lo stesso ha «spronato» il direttore lavori a verificare quotidianamente l’avanzamento
die lavori. In conclusione Vittori evidenzia come poi sia insorto un problema con dei cavi Telecom, che sono appesi alle campate del ponte e che dovranno venire spostati secondo modalità definite e condivise solo recentemente con con Telecom.

@anboemo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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