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Il web non abita a San Pier Connessione dal campanile

In passato il Comune scelse di non collegarsi all’Adsl di Telecom e ora è isolata Unico rimedio le antenne wireless installate dopo la concessione del parroco

SAN PIER D’ISONZO. La rivoluzione digitale? Per ora ha solo sfiorato San Pier d’Isonzo e i suoi 2mila abitanti. Qualcuno pure emigrato dalla città a un borgo agricolo, senza dover immaginare, però, di non poter contare su una connessione Adsl, indispensabile per potersi collegare a internet da casa con pc, tablet, tv. Insomma, allo stato attuale, per avere una vita normale. Fuori dal lavoro o anche sul lavoro, visto che la carenza tocca qualsiasi tipologia di utenti.

Intanto si rimedia con il wireless, grazie a don Furlanut che ha permesso l’installazione delle antenne sul campanile, come ricorda un cittadino, Alessandro Berton, che in questi giorni è tornato a risollevare il problema. Secondo la ricostruzione del residente, quando Telecom iniziò a stendere la rete, l’allora amministrazione comunale disse che a San Pier non serviva, perché pochi avevano il computer a casa, e che le ditte artigiane si arrangiavano con l’Isdn. Quando ci si rese conto che invece avere la connessione via cavo era diventato indispensabile, Telecom rispose che ci si doveva pensare per tempo, quello in cui venivano effettuati i collegamenti con i paesi vicini. A quel punto gli abitanti furono costretti a ricorrere al wireless.

L’attuale amministrazione sta cercando di trovare una soluzione, come spiega il vicesindaco e assessore alle Finanze Stefano Bevilacqua. Al momento, però, non è riuscita a dipanare la matassa. Un anno fa l’ente ha scritto a Inasset per chiedere un incontro in modo da valutare l’opportunità di inserire San Pier d’Isonzo quale comune pilota per l’implementazione del progetto RuNe, sfruttando la dorsale in fibra realizzata dalla Regione con il progetto Ermes. Nonostante i solleciti, il Comune è ancora senza risposta, ma da contatti informali è emerso che il progetto è naufragato. A maggio l’amministrazione ha poi scritto alla Regione, chiedendole se fossero in corso bandi per la cessione in uso della rete Ermes. O se era possibile forzare gli operatori che già fruiscono dell’infrastruttura nei comuni limitrofi a garantire servizi di connettività avanzata anche alle utenze comunali di San Pier. In attesa di una risposta scritta, mai arrivata, il Comune ha contattato direttamente il Servizio regionale competente che, pur comprendendo i problemi, ha chiarito di non poter obbligare un operatore a fornire servizi su più aree. Il servizio regionale ha invece confermato che sono in fase di pubblicazione degli avvisi per la concessione della rete Ermes dei comuni del Friuli e dell’Isontino. Telecom sembrerebbe intanto interessata a estendere i servizi tramite fibra su tutto il territorio, molto probabilmente a San Pier tramite Adsl su doppino telefonico in primis.

Tim in effetti si è fatta viva alla fine della scorsa primavera, il Comune ha subito risposto, confermando la massima disponibilità. L’attesa di un riscontro successivo sta ancora perdurando, «nonostanti i plurimi solleciti». Ad agosto e novembre l’amministrazione ha incontrato quindi degli operatori privati per un progetto wi-fi (bocciato poi per limitatezza banda) e per conoscere altri servizi disponibili già attivi via radio. «Arriviamo anche a 40Mb ma non è comunque una Adsl vera», osserva.

L’ultima opportunità che il Comune sta seguendo è il progetto portato avanti da Infratel per costruzione e gestione di una infrastruttura passiva a banda ultralarga: la società emanazione ministeriale ha affidato l’appalto nelle aree bianche del territorio anche regionale. «L’abbiamo contattata per evidenziare che, in considerazione dell’attuale situazione di assoluta arretratezza della connettività disponibile nel nostro territorio comunale – spiega ancora Bevilacqua –, siamo a chiedere se il Lotto 2 Friuli Venezia Giulia-Provincia autonoma di Trento prevede la realizzazione di infrastrutture di connettività nella
nostra municipalità e le eventuali tempistiche di intervento». Per ora nessuno ha risposto. «Continueremo a sollecitare un feedback nella speranza che il 2018 porti buone nuove», conclude Bevilacqua. A San Pier sta bene di essere piccolo, ma non sconnesso.

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