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il caso

Coste della Croazia lordate dai rifiuti giunti dall’Albania

L’immondizia spinta dai venti di scirocco che soffiano da Sud  Scempio sulle spiagge di Ragusa. Tre settimane per pulirle

FIUME. Torna a far parlare di sè l’annoso problema dell' invasione dei rifiuti nel sud della Dalmazia. Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un paio di sciroccate che per i dalmati meridionali sono al livello di una sciagura o quasi. Centinaia e centinaia di tonnellate d'immondizia che – sospinte dal vento e dal moto ondoso – arrivano dall'Albania e vanno ad occupare chilometri quadrati di porti, marina, spiagge, baie.

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Mesi fa la città di san Biagio, Ragusa (Dubrovnik) per intenderci, era stata lordata da sacchi e rifiuti di plastica, bottiglie di ogni tipo, rami e legname vario, un bruttissimo e ripugnante tappeto di immondizia che aveva occupato, tra l'altro, la rinomata spiaggia di Banje, uno dei simboli turistici di questa località dalmata.

Ebbene, ci sono volute tre settimane per liberare Ragusa da quell'inguardabile strato, che puntualmente appare ogni anno con lo scirocco autunnale. A protestare per quanto sta avvenendo negli ultimi giorni sono stati gli abitanti delle isole di Curzola, Meleda, Giuppana, Mezzo, Lunga e Lissa, della penisola di Sabbioncello e della stessa Ragusa.

Ci sono tanti, troppi rifiuti e tutti arrivano inesorabilmente da sudest, dall' Albania. Un abitante di Curzola città, che ha voluto mantenere l'anonimato, si è rivolto ad un giornalista che stava prendendo nota della montagna di rifiuti presenti nelle acque del capoluogo isolano e ha detto con la voce alterata dalla rabbia: «A Zagabria si sono dimenticati di noi, trascurando il fatto che simili discariche in mare minano la nostra salute e quella degli organismi marini. L'ultimo spot promozionale dell'Assoturistica croata indica il Paese come un luogo Full of life. Invece è full of shit». A muoversi per prima è stata l'organizzazione croata di Greenpeace che ha promosso una raccolta di firme tramite Internet, con messaggio rivolto al ministro croato dell'Ambiente, Tomislav Čorić, invitato a muoversi in tempi rapidi, in primis a Bruxelles, «er evitare che la Croazia continui ad essere inondata dai rifiuti». Lo scottante tema, che aveva già visto Zagabria protestare ufficialmente nei riguardi di Tirana, è stato toccato l'altro giorno nel corso dell'incontro tra i presidenti di Croazia e Albania, Kolinda Grabar Kitarović e Ilir Meta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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