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Cormons, raddoppiate le nozze religiose

Nel capoluogo, nelle frazioni e a Dolegna nel 2017 celebrate 21 unioni contro le 11 del 2016. In aumento anche i riti civili

CORMONS. Quasi raddoppiati in un anno i matrimoni religiosi tra Cormons e Dolegna. Lo evidenzia la parrocchia, che in questi giorni ha emanato i dati relativi alle nozze svoltesi con rito religioso nell'anno 2017 a Cormons, nellefrazioni di Brazzano e Borgnano e nel vicino comune di Dolegna del Collio unito da un punto di vista parrocchiale con la capitale del Collio. E le cifre, come detto, indicano una crescita della volontà di sposarsi in chiesa: si è passati infatti dagli 11 matrimoni del 2016, ai 21 dell'anno da poco conclusosi. Un'impennata figlia di tante ragioni: vuoi per una minimo miglioramento della condizione economica generale e locale (come indicato recentemente anche dai dati positivi registrati dal commercio cittadino), vuoi per casualità, vuoi per un ritorno alla tradizione religiosa, i motivi possono essere diversi. La certezza è una sola: nella sola Cormons le unioni in matrimonio svoltesi in chiesa sono esattamente raddoppiate da quota 9 a 18 (13 in città, 3 a Brazzano e 2 a Borgnano nel 2017, quando nell'anno precedente erano state rispettivamente 8, 0 e una), mentre nella vicina Dolegna il salto è stato dalle 2 celebrazioni del 2016 alle 3 dello scorso anno. Quali sono le chiese più richieste per dire il fatidico "sì"? E da dove provengono gli sposi del 2017? Le risposte le fornisce il parroco, monsignor Paolo Nutarelli: «C'è equilibrio nelle scelte - racconta - e non c'è una chiesa particolarmente più amata rispetto alle altre: basti pensare che la più gettonata è il duomo, con 5 nozze, ma subito a ruota segue quella della Beata Vergine del Soccorso, sul Quarin, con 4, mentre quella della Subida ha visto svolgersi due matrimoni lo scorso anno. Le coppie sono quasi sempre state formate almeno da un cormonese: per nostra scelta infatti vogliamo che ci sia un qualche legame con la comunità da parte degli sposi, non diciamo di sì a tutte le richieste che arrivano. Non basta, insomma, che ci dicano che vogliono sposarsi qui perché la zona è bella o le chiese sono suggestive». Solo una coppia, infatti, si è sposata lo scorso anno a Cormons senza che nessuno dei due sposi - originari della Lombardia - avessero qualche collegamento con la città: ma la scelta dei due è ricaduta su questo lembo di Collio perché i futuri marito e moglie avevano lavorato e vissuto in regione per qualche tempo. Ma a Cormons non crescono solo i matrimoni religiosi, ma anche quelli civili. Lo evidenzia l'assessore alla Cultura Martina Borraccia, che sottolinea come nell'ultimo anno siano aumentate le richieste di coppie, anche provenienti dall'estero, che hanno fatto domanda di celebrare le proprie nozze in municipio. E, al pieno passo coi tempi, è già accaduto nei mesi scorsi a Cormons anche un rito civile che ha unito in matrimonio una coppia omosessuale multietnica, formata da una donna italiana e da una sudamericana. Insomma, sposarsi nella capitale del Collio ha un fascino internazionale: «Abbiamo sempre maggiori richieste di matrimoni civili in municipio - conferma Borraccia -: cifre definitive non ne ho, ma posso dire che il trend è in costante aumento. Molte di esse arrivano da Austria e Germania, ma anche dagli Stati Uniti. E sono tutte cerimonie che portano turismo e indotto».

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