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Torna la benedizione degli animali

Il rito davanti all’edicola votiva di via Latina dedicata a sant’Antonio

ROMANS. Mercoledì 17 gennaio, in occasione della ricorrenza di sant’Antonio abate, protettore degli aninalil, verrà rinnovata a Romans d’Isonzo, davanti alla cappella votiva dedicata al santo stesso, all’inizio di via Latina, la tradizionale benedizione degli animali. Benedizione che verrà impartita alle 15, nel corso della messa celebrata nell’edicola votiva, seguita dalla benedizione del pane, che verrà poi distribuito ai presenti. Si tratta di un rito molto antico, che il locale gruppo di ricerca “I Scussons”, ha rispolverato una quindicina di anni fa, ripristinando la cerimonia che era stata interrotta alla fine degli anni Cinquanta. L’edicola votiva di sant’Antonio a Romans è stata edificata nel 1857, ma già nella seconda metà del Settecento si hanno notizie della presenza di una piccola ancona votiva di dedicazione ignota, come si deduce da alcuni toponomi locali riferiti ai terreni “drio l’ancona” e “Braiduzza drio l’ancona” . Si pensa che il sito abbia conservato le tracce di un capitello che solamente verso la metà dell’Ottocento vide la composizione architettonica che attualmente l’ancona presenta. Era il 4 gennaio 1851 – ha scritto Francesca Parutto – quando il podestà di Romans, Giuseppe Ferdinando del Torre, inviò all’arcivescovo di Gorizia, la richiesta per ottenere il ripristino della cerimonia di benedizione degli animali, che a quanto pare era stata interrotta dopo una riproposizione annuale iniziata in tempi immemori.

Un tempo, in occasione della benedizione degli animali, davanti all’ancona di via Latina, i contadini del paese aprivano le porte delle loro stalle affinché entrasse la protezione del santo a favore delle bestie presenti, che rappresentavano la fonte di vita per la gente di allora, sia come forza lavoro sia come risorsa alimentare. Sant’Antonio abate (250/251-356/357), è il protettore degli animali domestici,
del bestiame, del lavoro del contadino ed affini e/o derivati (come macellai, fornai, pizzicagnoli, salumieri, tosatori, canestrai...), del fuoco, delle malattie della pelle (ad esempio l’herpes zoster, il “fuoco di sant’Antonio” ) e dei becchini..

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