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L’infinita corsa a ostacoli dell’assegno antipovertà a Trieste

Maxi ritardi e intoppi tecnici nell’erogazione dei bonus di sostegno al reddito. Centinaia di famiglie in attesa da settembre. Presi d’assalto Caf e uffici comunali

TRIESTE Caf letteralmente presi d’assalto. Uffici comunali invasi di richieste d’aiuto. Sportelli bancari costretti a “respingere” i clienti più insistenti. Sono gli effetti dei maxiritardi nell’erogazione dei bonus anti-povertà messi in campo da Regione e governo. Gli strumenti che dovrebbero servire a sostenere le situazioni di difficoltà economica, infatti, tardano ancora ad arrivare: c’è chi ha ricevuto l'acconto di novembre e chi denuncia di non aver percepito nemmeno il bimestre settembre-ottobre. Intanto, visto che per il rinnovo della domanda è necessario serve esibire l'Isee 2018, i Caf sono già stati presi d'assalto: per un appuntamento serve attendere fine febbraio.

Il numero dei nuclei familiari che a Trieste hanno accesso a questa misura di sostegno varia di bimestre in bimestre e oscilla tra le 3.500 e le 4mila unità, a seconda delle scadenze di alcune domande e del rinnovo e l'attivazione di altre. In totale tra la Misura di inclusione attiva e di sostegno al reddito (Mia) e il Sostegno per l’inclusione al reddito (Sia, sostituito recentemente dal Rei), il valore delle erogazioni è di circa 2,5 milioni di euro.

Ma perché alcuni nuclei familiari non hanno ricevuto il relativo di settembre-ottobre? Le motivazioni possono essere diverse. Potrebbero non aver aggiornato l’Isee o lo stesso indicatore, al momento dell'aggiornamento, potrebbe essere risultato superiore al limite imposto per l'accesso al bonus. «Oppure il cittadino potrebbe non aver sottoscritto il patto di inclusione o il nucleo familiare nel frattempo ha subito una variazione», spiega il direttore dei Servizi sociali del Comune, Ambra de Candido, analizzando le situazioni che possono aver bloccato l'erogazione -. «La mancata assegnazione del bonus, poi, potrebbe dipendere dal fatto che la persona incassa già un’indennità di disoccupazione oppure dall’aver percepito, nel bimestre precedente, somme più alte del dovuto che hanno poi innescato un conguaglio negativo nel periodo successivo».

Gli uffici comunali riferiscono poi di aver spesso a che fare anche con errori informatici del programma regionale: alcuni nominativi che per il Comune avrebbero diritto allo strumento assistenziale, per esempio, sono sparitici dall’elenco dei soggetti da liquidare inserito nel programma regionale e, da via Mazzini, si deve provvedere con una liquidazione integrativa.

Nel resto della regione i Comuni non hanno deciso, come a Trieste, di distribuire l'acconto di novembre e i fruitori del bonus hanno ricevuto solo ora il bimestre settembre-ottobre, come confermano anche i Caf di Udine o Gorizia. Per procedere all'erogazione le amministrazioni comunali devono attendere di bimestre in bimestre gli esiti dell'Inps, che definiscono gli importi esatti da erogare ad ogni soggetto. Il mese scorso l’istituto ha inviato quelli relativi a settembre e ottobre 2017. Il Comune di Trieste ha provveduto ad assegnare comunque l'acconto di novembre. «Indipendente dall'arrivo degli esiti Inps dello scorso bimestre, - rassicura de Candido - liquideremo il secondo acconto del bimestre novembre-dicembre a fine gennaio».

Chi è in attesa degli strumenti di sostegno sta però inviando richieste e appelli direttamente anche all'assessore ai Servizi Sociali, Carlo Grilli. «Sto rispondendo a tutti, - assicura - ma va trovata quanto prima una soluzione ad una situazione che ha generato un conflitto e messo in ginocchio un sistema di fiducia che si era creato tra i Servizi Sociali e chi è in difficoltà. Chi non ce la fa - osserva - si affida a noi, ma se le risposte promesse non arrivano il meccanismo si deteriora». Essenziale comunque, secondo Grilli, affiancare all’aiuto economico un sostegno che favorisca l'occupazione. «Va costruito un percorso che accompagni le persone fuori dalle logiche assistenziali, e consenta di camminare con le proprie gambe e con dignità.

La Regione ha intanto prorogato di sei mesi le domande per la Rei rifetite al periodo settembre-ottobre. Eppure, per timore di non riuscire ad ottenere in tempo la documentazione utile, centinaia di famiglie hanno già chiesto appuntamento ai Caf per ottenere l'Isee 2018. «Le liste sono già piene fino al 27 febbraio», conferma Fabiana Lanotte del Caf della Uil di via Polonio. Il 22 febbraio

la prima data disponibile al Caf Acli di via Timeus; situazione simile in quello dell'Ugl di via Crispi dove confermano che le liste sono intasate proprio dalle domande di chi deve rinnovare o attivare uno dei bonus anti povertà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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