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E' murales-mania: pioggia di richieste per colorare Trieste

I cittadini hanno segnalato al Comune decine di aree grigie. Già in calendario nuove opere al Rocco, Grezar e Pedocin

TRIESTE Scoppia la murales-mania. Tanto che il Comune sta lavorando all’idea di un archivio di artisti online che faccia incontrare i talenti del mondo della street art con i cittadini che desiderano colorare proprietà private, case o altri spazi. Merito del successo di Chromopolis, il progetto di arte urbana giovanile, promosso dal Pag (Progetto area giovani), che ha portato alla realizzazione di alcune opere sui muri del Pedocin e dello stadio, suscitando l’interesse di tanti triestini.



«Abbiamo chiesto ai cittadini di segnalarci tutti quei muri grigi, che vorrebbero fossero trasformati con i murales – racconta Donatella Rocco, funzionaria del Comune, che segue da vicino il progetto –. Finora abbiamo ricevuto una ventina di segnalazioni e altre ne stanno arrivando, anche grazie al coinvolgimento diretto delle circoscrizioni. A sorpresa, però, sono arrivate tante richieste anche da privati. Tra le più particolari - racconta - c’è quella di una signora anziana di Opicina, che ha messo a disposizione il muro di cinta della sua abitazione, sia perché apprezzava la forma d’arte promossa, sia perché voleva dare spazio a un lavoro curato dai giovani. E non è stata l’unica domanda simile arrivata. Chromopolis, però, punta a vivacizzare aree pubbliche. Proprio per questa è nata l’idea di creare un albo di artisti verificati, dove appunto i privati possono scorrere non solo il nome, ma anche lo stile e il portfolio, per poi ingaggiarli, sapendo che si tratta di professionisti».



Per quanto riguarda gli spazi pubblici che i triestini vorrebbero colorare, invece, in molti hanno suggerito i sottopassaggi: «Stiamo prendendo in considerazione tutte le proposte – continua Rocco –, per predisporre un calendario per il 2018. Di sicuro verrà realizzato un murales sulla curva Furlan dedicato alla storia della Triestina, poi sarà il turno dell’ingresso del Pedocin, mentre un’ipotesi è anche quella di continuare il disegno già realizzato sul muro esterno del Grezar, dove poche settimane fa è stato fatto James Joyce, con ulteriori opere, visto che si presta particolarmente al progetto».



Nel frattempo sono 51 le candidature arrivate in risposta alla chiamata lanciata dal Comune di Trieste per la 12.ma edizione di Artefatto, che rientra sempre nel progetto Chromopolis, con l’obiettivo di individuare quattro street artist che saranno ospiti in città a marzo e maggio. Dei 51 portfoli inviati, 12 provengono da Cipro, Grecia, Israele, Gran Bretagna, Montenegro, Slovenia, Portogallo e Croazia. Oltre a Gai e Bjcem, partner “storici”, ce ne sono di nuovi, specialisti nel campo della creatività urbana: Inward, con sede a Napoli, e Macross Acu che con Mattia Campo Dall’Orto cura la direzione artistica del progetto. A questi si aggiungono Casa dell’Arte Trieste, che rappresenta 12 associazioni, e la scuola Edilmaster che ha già operato nella prima fase di Chromopolis, con interventi mirati alla predisposizione delle superfici sulle quali hanno agito gli artisti ospiti. Ora la parola passa alla commissione che rappresenta tutte queste componenti e che entro il 25 gennaio individuerà i quattro residenti e una rosa di artisti segnalati, che potrebbero essere chiamati nelle prossime fasi dell’iniziativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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