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Carabiniere derubato prende a pugni il ladro a Trieste

Ex appuntato accusato di aver malmenato un uomo che stava perquisendo dopo il furto del cellulare

TRIESTE Una manata o forse un pugno. Non è certo come abbia effettivamente colpito e con quanta violenza, ma il capo d’imputazione è chiaro: percosse e abuso d’ufficio. A finire sotto inchiesta, stavolta, è un’ex carabiniere, ora in pensione: il cinquantaduenne Enrico Margani, accusato di aver malmenato il trentasettenne Derin Kenneth- un individuo con precedenti e sottoposto a un’indagine - durante una perquisizione in casa. All’epoca dei fatti Margani vestiva ancora la divisa ed era in servizio al Nucleo radiomobile del Comando provinciale di via dell’Istria. Si era recato nell’abitazione dell’uomo perché riteneva che gli avesse rubato il cellulare durante un accertamento in caserma.

L’episodio, ancora da delineare con esattezza, risale a circa due anni fa, al dicembre 2015. Stando agli elementi raccolti, il carabiniere era intervenuto con alcuni colleghi per sedare una lite in famiglia all’interno di un condominio in cui era stata coinvolta una donna. La pattuglia decide di portare Kenneth in caserma per gli accertamenti di rito. Non appena si concludono, il carabiniere si accorge di non avere più il cellulare. Non ha dubbi: è il trentasettenne ad averglielo sottratto.

Margani non perde tempo e ritorna nell’alloggio dell’uomo per perquisirlo, accompagnato da altri colleghi. E trova la cover del cellulare. O, meglio, è lo stesso Kenneth a fargliela trovare. «Sì, te l’ho rubato io il telefono...e te l’ho buttato via...», avrebbe detto l’indagato ridendo. Un modo per sfidare il carabiniere e per prendersi gioco di lui. Gli animi si scaldano, volano parole grosse. Margani perde la pazienza e aggredisce l’uomo sferrandogli una manata alla nuca. O forse un pugno: questo andrà appurato nel processo. Anche se secondo altre ricostruzioni si sarebbe trattato solo di uno spintone.

Gli altri appuntati bloccano e calmano il collega immediatamente, portandolo via. Ma in un modo o nell’altro la percossa ci sarebbe stata. E sembra del tutto immotivata: il perquisito, al di là delle beffe, non avrebbe dimostrato un comportamento tale da giustificare l’atto violento del militare. Non c’era di mezzo un’aggressione da cui difendersi o da reprimere, insomma, e neppure un atteggiamento particolarmente minaccioso. Da quanto risulta, l’intera vicenda è emersa grazie alla testimonianza di un collega dell’Arma che lo stesso Margani avrebbe rimproverato per non aver adempiuto ad alcuni ordini. Ma anche questo andrà verificato.

Kenneth al momento è in carcere del Coroneo per altri motivi, ma in questo procedimento è parte offesa. È stato proprio il Comando

provinciale di via dell’Istria a compiere gli approfondimento sul caso e a consegnare la documentazione all’autorità giudiziaria. L’ex carabiniere comparirà in tribunale davanti al gup Laura Barresi. Sarà giudicato in rito abbreviato.

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