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il processo

Trieste, scontro tra tram, “guerra” di parti civili

Prima udienza del processo. Trieste Trasporti riconosciuta vittima dei due macchinisti ma anche chiamata in causa da tre feriti

Trieste, il tram di Opicina fermo a tempo indeterminato Il problema ora è molto complesso: bisogna sistemare non solo le vetture, ormai pronte e tirate a lucido, ma anche l’intera linea. Impossibile stabilire quando il tram potrà esser rimesso in funzione. L'articolo

TRIESTE Il tram è ancora fermo. La giustizia invece sta facendo il suo corso. È iniziato ieri, mercoledì 10 gennaio, il processo per i due manovratori coinvolti nell’incidente di due estati fa tra la vettura numero 404 e la 405, accusati di disastro ferroviario colposo. A sedere sul banco degli imputati Stefano Schivi (difeso dall’avvocato Andrea Valanzano), 54 anni, presente in aula, e Fulvio Zetto, 52 anni, assente. Entrambi nel frattempo ancora in servizio presso l’ente. L’unico cambiamento che li ha coinvolti per il momento è stato un cambio di mansioni. Nei prossimi mesi si vaglieranno perizie e testimonianze per capire se lo scontro è stato provocato da un errore umano o da problemi tecnici del sistema. Chiara fin da subito invece la dinamica dell’impatto tra le due carrozze. La 405, partita da piazza Oberdan alle 8.31 del 16 agosto 2016, stava salendo verso il Carso; la 404, uscita dal deposito dell’altipiano per un test di revisione, scendeva invece a Trieste. I due mezzi sono entrati in collisione nei pressi della fermata di Conconello.

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Ieri davanti al gup Luigi Dainotti si è costituita parte civile nel procedimento penale la Trieste Trasporti. Ma l’azienda ha un duplice ruolo nella vicenda. Il giudice ha autorizzato infatti la chiamata in causa della Trieste Trasporti per responsabilità civile avanzata da tre passeggeri che hanno subìto dei danni. Solo tre delle nove persone ferite tra quelle presenti la mattina dello schianto all’interno delle due vetture, compresi i due dipendenti della Trieste Trasporti, hanno infatti chiesto un risarcimento per le contusioni riportate e si sono costituiti parte civile.

«L’assicurazione di Trieste Trasporti - spiega l’avvocato William Crivellari, che difende Zetto assieme a Elisabetta Burla - non ha ancora risarcito i danni, almeno a questi tre soggetti. Tutti comunque hanno riportato lesioni assolutamente lievi, addirittura lievissime in alcuni casi. Ecco la ragione per cui nessuno dei passeggeri ha presentato invece querela e dunque il reato di lesioni inizialmente imputato non era procedibile d’ufficio». Questo fa sì che il secondo capo d’imputazione nei confronti dei due guidatori sia decaduto. «Trieste Trasporti ha fatto tutto ciò che poteva fare nei confronti dei danneggiati - ha sottolineato a questo proposito l’avvocato dell’azienda Giorgio Borean - e così continuerà a fare».

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La prossima udienza sarà il 4 aprile. In questa data si discuteranno diversi punti. Tra questi la richiesta che i legali che difendono Zetto hanno intenzione di avanzare: la derubricazione del reato. «Riteniamo che la qualificazione giuridica del fatto sia eccessiva - afferma ancora Crivellari -. A nostro avviso non si può parlare di disastro colposo come previsto dal pm, si tratta invece di pericolo di disastro ferroviario colposo». Una differenza importante, che cambierebbe di molto la pena. L’ articolo 449 del codice penale, ora al centro del dibattimento, che corrisponde al delitto colposo di danno (lo stesso che ha portato in carcere Francesco Schettino, il comandante della nave Concordia), prevede una condanna che va da due a dieci anni. Mentre se si tratta dell’articolo 450, quello richiesto dai difensori, la detenzione è fino a due anni. «Lo stesso consulente del pubblico ministero - continua la difesa - all’esito della perizia parla di sinistro di “modesta entità”».

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Nel corso della prossima puntata giudiziaria inoltre verranno presi in considerazione eventuali integrazioni della perizia del consulente disposta dal pm. Da qui ad aprile trascorreranno dunque tre mesi. «Un rinvio lungo, consentito affinché Trieste Trasporti - conclude Crivellari - si costituisca anche nella veste di responsabile civile. Trieste trasporti a quel punto molto probabilmente chiamerà in causa la propria assicurazione».

 

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