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«Azione tempestiva Danni scongiurati»

Il presidente dell’Ap D’Agostino: «Ripercussioni limitate» Ma Napp: «Giuliana Bunkeraggi ha perso 600mila euro»

«Le ripercussioni negative sul porto di Trieste innescate dal caso della Depositi costieri sono state quasi impercettibili». Ne è convinto il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale Zeno D’Agostino che attribuisce l’esito, per ora sostenibile, della situazione, al tempestivo intervento delle istituzioni sfociato nel commissariamento della società. «In questi giorni gli armatori si sono organizzati rifornendosi di carburante in altre località», sottolinea D’Agostino che precisa anche che «ben diverse e pesanti sarebbero state le conseguenze se la situazione si fosse protratta nel tempo perché indubbiamente le compagnie di navigazione pianificano i propri servizi anche facendo riferimento al bunkeraggio». Sul caso assicura che «lavoreremo con i commissari per trovare una soluzione immediata al fine di garantire il rifornimento del carburante nello scalo giuliano che riprenderà già nei prossimi giorni e per tutelare i lavoratori della Depositi costieri».

Ma il presidente dell’Authority intende anche sdrammatizzare il quadro complessivo di un porto che nel 2017 si è confermato il primo d’Italia per traffico complessivo di merci con il record storico di container a quota 600mila teu e i primati nazionali consolidati di treni e petrolio. «Il porto di Trieste – rileva D’Agostino – non ha avuto nessun tipo di infiltrazione da parte della criminalità organizzata. La questione di questa società è un caso che è stato prontamente isolato. La piena sinergia con cui le autorità stanno collaborando, e la capacità di reazione immediata al tentativo di infiltrazione mafiosa, hanno dimostrato come a Trieste ci sia un tessuto economico e sociale sano, con una forte vigilanza da parte delle istituzioni preposte. I cittadini possono stare tranquilli ed avere fiducia nell’operato che stiamo portando avanti all’insegna della massima trasparenza».

Nessun contraccolpo negativo è stato accusato nemmeno a Monfalcone. Ma a contestare l’asserzione secondo cui lo stop a Dct non ha provocato danni è lo stesso Franco Napp, colui che il primo giugno 2017 ha venduto la società ai napoletani e che con la sua famiglia è proprietario di Giuliana Bunkeraggi, la società che rifornisce le navi con l’olio combustibile stoccato nei serbatoi della Depositi costieri. «Le ripercussioni sono state molto pesanti – afferma –, sono state una ventina le navi, sia petroliere che portacontainer che traghetti che general cargo, che hanno saltato una toccata a Trieste oppure che hanno dovuto usare le scorte di gasolio che avevano a bordo anziché l’olio combustibile, il che ha più che raddoppiato le spese per gli armatori. Giuliana Bunkeraggi lamenta una perdita di fatturato di 600mila euro».

Dct è la società erede delle attività petrolifere insediatesi nel tessuto industriale giuliano già alla fine del 1800, inizialmente come Shell Austria. Si occupa di stoccaggio e movimentazione di prodotti petroliferi a basso contenuto ambientale e di oli vegetali destinati al mercato energetico. Lo stabilimento, nel Punto franco oli minerali del porto di Trieste, consta di 28 serbatoi per una capacità complessiva di 145mila metri cubi, serviti da un pontile a cui possono attraccare navi cisterna con portata fino a 30mila tonnellate ed è collegato al raccordo ferroviario di Trieste Servola e alla Grande viabilità. Tratta prodotti raffinati: gasolio, olio di palma e olio combustibile destinati a autotrazione, riscaldamento, usi industriali e bunkeraggio. In quest’ultimo caso Dct entra in sinergia con Giuliana Bunkeraggi. Al pontile di Dct ogni anno arrivano una cinquantina di petroliere. I prodotti petroliferi provenienti dai porti di Capodistria, Fiume, Venezia e Ancona e stoccati nei serbatoi vengono poi distribuiti in particolare sul mercato italiano e su quello austriaco sia via mare, che via gomma con autocisterna, che via treno. «Una nave – spiega Napp – può caricare da 25mila a un milione di litri. Quello stoccato a Trieste è un olio combustibile leggero, migliore di quello reperibile a Venezia,
tanto che qui in rada vengono a rifornirsi navi da Venezia, Chioggia e Porto Nogaro. Ogni settimana riforniamo dai 4 ai 5 milioni di litri. La Depositi costieri è fortemente strategica per Giuliana Bunkeraggi: non si può escludere che in futuro tenteremo di riacquisirla». (s.m.)

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