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Omicidio Regeni, perquisiti casa e ufficio della tutor
IL CASO

Omicidio Regeni, perquisiti casa e ufficio della tutor

Maha Abdelrahman sentita dal pm Colaiocco a Cambridge: fu Giulio a scegliere liberamente il tema della ricerca da svolgere al Cairo

Omicidio Regeni, le tappe dell'indagine - La Videoscheda Dalla scomparsa del ricercatore dell'Università di Cambridge Giulio Regeni, avvenuta il 25 gennaio 2016 al Cairo, al ritrovamento del suo corpo nove giorni dopo. Dal depistaggio delle indagini effettuate in Egitto, ai dubbi della procura di Roma. Fino alle bugie e alle omissioni di chi sapeva le pressioni a cui Giulio Regeni era sottoposto durante il suo periodo di ricerca al Cairo.Montaggio di Francis D'Costa

TRIESTE Il colpo di scena nell'inchiesta sull'omicidio di Giulio Regeni arriva da Cambridge. La perquisizione dell'ufficio e della abitazione della professoressa della prestigiosa università, Maha Abdel Rahman, tutor del ricercatore bisiaco rapito, torturato e ucciso al Cairo tra fine gennaio e inizio febbraio del 2016, segna forse un momento di svolta nella difficile ricerca della verità su quanto accaduto nelle settimane precedenti la scomparsa del giovane di Fiumicello.

Nove giorni al Cairo - Il docufilm Il 3 febbraio del 2016, alla periferia del Cairo, sul ciglio della superstrada per Alessandria d'Egitto, viene ritrovato il corpo martoriato di un ragazzo occidentale. E' Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso nove giorni prima, ucciso dopo terribili torture e per il quale si cerca ancora verità. Nel docufilm di Carlo Bonini e Giuliano Foschini - realizzato in collaborazione con 42° Parallelo - si ricostruiscono in cinquantadue minuti proprio quei nove giorni, attraverso immagini, audio e testimonianze inediti e grazie alle parole dei suoi genitori, Paola e Claudio. Chi era Giulio? Perché è stato ucciso? Si parte da qui

Gli inquirenti italiani, in missione da martedì 9 gennaio in Inghilterra, in collaborazione con le autorità locali, hanno proceduto all' acquisizione del pc personale della docente, di pen-drive, hard disk esterni e del suo cellulare. La perquisizione è stata effettuata dopo l'audizione svolta martedì della docente, che resta persona informata sui fatti ma che in passato si era sempre sottratta all'interrogatorio, svolta dal pm Sergio Colaiocco affiancato dagli uomini del Ros e dello Sco e in collaborazione con gli investigatori del Cambridgeshire.

Gli investigatori italiani hanno ottenuto massima collaborazione da parte dei vertici dell'Ateneo britannico che ha disposto la consegna agli inquirenti del traffico delle mail della tutor e una serie di documenti del suo lavoro.

«I supporti informatici e i documenti acquisiti - spiega una nota diffusa dalla Procura di Roma - saranno utili a fare definitiva chiarezza, in modo univoco ed oggettivo, sul ruolo della professoressa nei fatti di indagine».

Giulio Regeni scomparve al Cairo il...
Giulio Regeni scomparve al Cairo il 25 gennaio del 2016

Dell'intero materiale acquisito durante la perquisizione, svolta mercoledì mattina dalla polizia locale, verranno inoltre fatte copie forensi che finiranno nel fascicolo di indagine aperto a piazzale Clodio. Nelle prossime settimane, quindi, verranno attentamente analizzate le attrezzature digitali sequestrate nella speranza di ottenere «risposte» importanti sul rapporto tra Regeni e la sua tutor di Cambridge.

Nel corso dell'audizione la docente avrebbe, sostanzialmente, ripetuto quanto già comunicato in passato tramite alcune mail. «L'argomento della ricerca da realizzare al Cairo da Giulio fu una sua scelta libera».

Nel comunicato è detto che «la professoressa ha accettato di rispondere a tutte le domande poste dagli investigatori inglesi». Dichiarazioni forse attese dagli inquirenti che con una mossa a sorpresa hanno chiesto e ottenuto che si procedesse alla perquisizione dell'abitazione e dell'ufficio di Maha Abdel Rahman. (Ansa).

La storia di Giulio Regeni spiegata ai bambini "Lui è là, con il suo inconfondibile luccichio, per dirci che la sua luce non si spegnerà mai perché il vento sia un soffio d'amore, e non di odio". La storia di Giulio Regeni è stata raccontata ai bambini più piccoli nella versione scritta da una delle insegnanti della scuola dell'infanzia Collodi (in cui ha insegnato Paola Deffendi). La favola, redatta dalla maestra Alessia, è stata letta durante l'inaugurazione dell'auditorium della scuola media e dell'Ic Randaccio al ricercatore ucciso in Egitto. Video Katia Bonaventura.

Secondo quanto riportato da Repubblica, Maha Abdel Rahman è e resta una testimone per la giustizia italiana ed egiziana. Fu Maha, come documenta una mail che Giulio inviò alla madre il 14 novembre del 2015, poco più di due mesi prima di essere sequestrato, torturato e ucciso dai Servizi del regime di Al Sisi, a suggerire a Giulio, inviandogli il link per un'application, di fare in modo che il sindacato su cui stava conducendo la sua "ricerca partecipata" concorresse all'assegnazione di 10 mila sterline messe a disposizione della fondazione Antipode, consentendogli così di finanziare un proprio "progetto dal basso".

Cosa che - scrive sempre Repubblica - scatenò gli appetiti dell'allora capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, l'uomo che avrebbe tradito Giulio e che di Giulio era appunto la principale fonte di ricerca. La possibilità di accedere a quei soldi, come è noto, sarebbe rimasta sulla carta. Giulio, infatti, dopo averne parlato con Adballah, avrebbe fatto cadere la cosa. Aveva capito, infatti, che l'ambulante stava pensando di utilizzare quel denaro per motivi personali. Di più: quei fondi non solo non erano nella disponibilità di Giulio, ma rischiavano di essere incompatibili con la legge egiziana che vieta il finanziamento diretto o indiretto di sindacati e associazioni.

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