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La Slovenia deve 29 milioni alla Chiesa
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La Slovenia deve 29 milioni alla Chiesa

Lo ha stabilito l’Alta Corte dopo otto anni di contenzioso: è l’indennizzo per il mancato utilizzo di risorse boschive

LUBIANA. Il Fondo dei terreni agricoli della Repubblica di Slovenia dovrà versare ulteriori 17,4 milioni di euro alla Chiesa cattolica nell’ambito del processo di denazionalizzazione del patrimonio boschivo del Paese. Lo ha stabilito l’Alta corte di Lubiana, il cui verdetto è stato anticipato sulle colonne del Dnevnik. Sono 17,4 milioni di euro che diventano 29 milioni se alla prima cifra si aggiungono le spese processuali (420mila euro) e gli interessi di legge. Insomma, una bella botta e se il Fondo deciderà di ricorrere ancora alle autorità giudiziarie, la quota di interessi, in caso di verdetto ancora contrario, salirà ulteriormente.

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L’adeguamento sancito dal Tribunale si riferisce ad aree boschive a Mozirje e a Pokljuka. Ricordiamo che il Tribunale circondariale nel novembre del 2015, su istanza della Arcivescovado di Lubiana che riteneva di essere stato danneggiato dal mancato utilizzo delle sue aree boschive a Mozirje e Pokljuka dall’epoca della denazionalizzazione, aveva stabilito che il Fondo dei terreni agricoli doveva risarcire alla Chiesa 11,2 milioni di euro. L’Arcivescovado, in quel frangente, aveva chiesto però quale risarcimento la cifra di 17,4 milioni in quanto riteneva che nei boschi che lei non poteva utilizzare avevano tagliato più alberi di quanto stimato. Ma i giudici, come detto, avevano stabilito un risarcimento di “soli” 11,2 milioni. I porporati sloveni si sono così rivolti all’Alta corte, cosa che peraltro ha fatto anche il Fondo dei terreni agricoli ritenendo, al contrario, che già la cifra di 11,2 milioni era troppo elevata.

L’Alta corte ha, dunque, invalidato la sentenza del Tribunale circondariale del novembre 2015 decretando che il Fondo deve restituire alla Chiesa come risarcimento del mancato utilizzo oltre 17 milioni di euro al netto degli interessi. L’Arcivescovado di Lubiana aveva chiesto durante la trattativa con il Fondo dei terreni agricoli nell’agosto del 2010 11,4 milioni di indennizzo. Fondo, che in risposta, era disposto a pagare solamente due milioni di euro. Sempre nel corso della trattativa, ma questa volta nell’ottobre del 2011 le richieste della Chiesa sono salite a 6,8 milioni, ma il Fondo era pronto a pagare solo 5,27 milioni di euro. A quel punto l’Arcivescovado ha fermato la trattativa uscendo di fatto da un tentativo di conciliazione e si è rivolta all’autorità giudiziaria. E i risultati sono quelli odierni.

Se il Fondo, ossia lo Stato sloveno, nel dicembre del 2011 avesse versato alla Chiesa i richiesti 6,8 milioni più 1,3 milioni di interesse, l’esborso complessivo sarebbe stato di 8,1 milioni il che equivale a circa 21 milioni in meno di quanto si ritrova oggi a dover versare nelle casse dell’Arcivescovado. Evidentemente lo Stato dovrebbe, perlomeno, cambiare i suoi avvocati.
 

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