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Sfilano a Kočevska Reka i paramilitari di Janša
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Sfilano a Kočevska Reka i paramilitari di Janša

“Esercito privato” nato da un’Associazione (Vso) per i valori dell’indipendenza. Il mentore della politica slovena, Bučar: «Così in Germania nacque il nazismo»

LUBIANA. Quest’anno potrebbe diventare il primo ministro della Slovenia, visto che si va a elezioni politiche e il suo Partito democratico (Sds) è già da molti mesi al vertice dei sondaggi effettuati mensilmente nel Paese. Oggi è il leader dell’opposizione di centrodestra, diventata nel corso degli anni sempre più solo “destra” e molto allineata ai teoremi politici e geopolitici del neopremier dell’Austria, Sebastian Kurz. E sempre oggi, o meglio dal 2010 quando è stata istituita, ha nelle sue mani il controllo dell’Associazione per i valori dell’indipendenza slovena (Vso), associazione la quale, al contrario di quanto si potrebbe desumere dal nome, non è un gruppo di accoliti che parla di cultura, bensì un vero e proprio gruppo paramilitare che sfila in mimetica e si esercita ai poligoni di tiro.

Stiamo parlando di Janez Janša, pirotecnico leader del nazional populismo sloveno, moto amato nelle aree rurali del Paese e con forti collegamenti con l’apparato clericale in Slovenia. Come scrive il settimanale Mladina, l’associazione, nata come detto nel 2010, è stata fondata da Janša assieme a Igor Bavčar (primo ministro degli Interni sloveno e ora in carcere per le malversazioni all’Istrabenz), Tone Krkovič e Lojze Peterle (primo premier della Slovenia indipendente a capo della coalizione Demos e attualmente eurodeputato).

Da allora l’associazione è cresciuta, tanto da diventare l’espressione del particolare “patriottismo” di Janša, educa i suoi membri ai canoni di vita dell’ex generale che ha guidato l’indipendenza della Slovenia, Leon Rupnik. organizza messe per la patria e organizza solennità alternativa in occasione delle feste nazionali della Slovenia a cui non vogliono partecipare perché, a loro detta, in queste si vedono sventolare vessilli con la stella rossa, simbolo dell’aborrito e odiato comunismo.

Di recente alla ricorrenza della nascita della prima sede dell’esercito della Slovenia a Kočevska Reka alla manifestazione dell’associazione hanno preso parte anche l’attuale capo di Stato maggiore, il generale Andrej Osterman e il presidente del Consiglio di Stato, Alojz Kovšc e questo senza porre la minima attenzione sul fatto che i principi che vengono sostenuti dall’associazione sono contrari ai valori dell’indipendenza slovena, valori che i suoi adepti manifestano con forme di militarismo espresse con parate in uniforme e filmati di addestramento militare. Il tutto potrebbe essere commentato con comicità se, invece, non mettesse i brividi.

Non a caso, proprio a Kočevska Reka, come riporta ancora Mladina, il mentore della politica slovena France Bučar ha dichiarato: «Disgraziatamente, ma proprio nello stesso modo è iniziato il nazismo in Germania. Si nega l’autorità della nazione, l’autorità del sistema giudiziario e si creano eserciti di partito. E siamo lì». Negli ultimi tempi, infatti, all’interno della Vso opera anche ufficialmente un gruppo di sparo che sulle pagine web spiega di voler «difendere i membri dell’associazione , con il fine di un utilizzo responsabile e sicuro utilizzo delle armi. E le armi in questione sono tutte di tipo militare e non per uso sportivo (leggi tiro al bersaglio). Ai poligoni organizzati dal gruppo i suoi membri usano l’M-48 di produzione jugoslava, e il kalashnikov, mentre le pistole scelte sono la Browning 22LR e la Walter P38. E da dove arrivano le armi? Dagli arsenali dell’Esercito della Slovenia, spiega Mladina, date al gruppo

nel nome di una mai chiarita «collaborazione civile-militare».

Dulcis in fundo l’associazione Vso, dal 2013, ha lo status di circolo che opera nell’interesse pubblico e da allora ha intascato più di 500mila euro di finanziamento pubblico.
 

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