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Vienna taglia gli assegni familiari agli stranieri

Prevista una stretta sul bilancio che penalizzerà soprattutto i lavoratori sloveni e ungheresi

LUBIANA. Prime riunioni del neonato governo austriaco e prime polemiche nei Paesi confinanti. L’esecutivo di Vienna, infatti, ha deciso di abbassare nella prossima legge finanziaria gli assegni familiari per i migranti economici che lavorano in Austria. E subito si sono levate le proteste soprattutto da parte della Slovenia e dell’Ungheria. I migranti economici della vicina ex Repubblica jugoslava, infatti, verrebbero a perdere annualmente, con la nuova norma del governo Kurz, circa 5 milioni di euro complessivi. La diminuzione degli assegni da parte di Vienna determinerebbe un allineamento degli stessi nella misura in cui vengono versati nel Paese d’origine dei migranti economici.

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«Questo provvedimento - ha dichiarato il cancelliere Sebastian Kurz - porta maggiore giustizia nel sistema». Per l’Austria la nuova norma significherebbe un risparmio annuo di circa 100 milioni di euro, come riporta il sito web di Rtv Slovenija. In Austria i lavoratori sloveni percepiscono annualmente per gli assegni familiari globalmente 22 milioni di euro. Per ciascun figlio Vienna versava mensilmente 114 euro. I bambini di migranti economici sloveni cui spettava il provvedimento erano 10.670.

Ma il Paese con il maggiore contraccolpo per i suoi migranti è l’Ungheria la quale, a seguito della nuova normativa austriaca, perderebbe ogni anno circa 80,4 milioni di euro. E non a caso le maggiori critiche al governo Kurz giungono proprio da Budapest. In un’ottica europea i Paesi che maggiormente “guadagnano” dagli assegni familiari sono nell’ordine: Slovacchia, Polonia e Romania. La Slovenia è al quinto posto di questa speciale classifica.

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Il nuovo governo austriaco ha altresì deciso di tirare la cinghia. Già il prossimo marzo sarà approvata la Finanziaria per il 2018-2019 nella quale l’intenzione di Kurz e dei suoi ministri è di tagliare spese per 2,5 miliardi. L’operazione risparmio di Vienna interesserà soprattutto l’amministrazione pubblica e le sovvenzioni statali le quali saranno tagliate per 190 milioni di euro, mentre il risparmio sull’amministrazione pubblica sarà di un miliardo di euro. Da rilevare che il taglio degli assegni familiari dei migranti economici era già nell’agenda del precedente governo.
 

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