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«Sull’asilo poca gratitudine alla parrocchia»

Il decano don Boscarol sottolinea i sacrifici e la risposta fornita alle famiglie per lo spazio di via Roma

Per la scuola dell’infanzia paritaria di via Roma, aperta dal cuore di don Pietro Fanin, con la collaborazione delle religiose della famiglia delle Suore della Provvidenza, si profila un nuovo cambiamento. Quello, forse, della trasformazione in statale, dopo l’annuncio della parrocchia di Sant’Ambrogio di volerla chiudere per i conti in rosso e la disponibilità del Comune ad accollarsi la gestione della struttura. Anche se il comitato dei genitori ha iniziato a lavorare su una possibile gestione diretta dell’attività.

«La scuola ha subito numerose trasformazioni – ricorda don Renzo Boscarol, decano di Monfalcone, Ronchi e Duino Aurisina in una lettera aperta rivolta alla comunità – e vissuto non poche difficoltà come istituzione benefica, scuola paritaria, in ogni caso profondamente legata alla vita e alla storia dei monfalconesi e della città. Dai tempi epici del suo inizio ai vari cambiamenti, ultimo dei quali potrebbe essere ormai in dirittura di arrivo».

Anche per l’ultima fase, dopo l’abbandono delle religiose, alla fine del secolo scorso, per don Renzo, però, «non sono poche le persone che meritavano un riconoscimento ed una gratitudine». «In primo luogo per l’opera educativa svolta, poi per l’organizzazione e il sostegno morale ed economico – spiega il sacerdote –, oltre che per le iniziative promosse al fine di assicurare un servizio alle famiglie e alla comunità. Quest’ultima, e l’amministrazione comunale conosce i termini, ha risparmiato, non avendo avuto l’onere di aprire un’altra scuola per rispondere alla domanda di centinaia di famiglie nel corso degli anni. Un risparmio notevole».

Un grazie quindi andava espresso, davanti al momento di crisi seria, secondo don Renzo, «ai donatori e, prima fra tutti, alla parrocchia del Duomo che si era assunta il compito di succedere alle religiose». Del resto l’asilo è stato «sempre di Monfalcone e di tutta Monfalcone». «La parrocchia di Sant’Ambrogio, in ogni caso e con i sacrifici che si possono facilmente capire – ricorda don Renzo –, si è esposta gravemente con l’obiettivo reale di svolgere un servizio apprezzato e apprezzabile in termini formativi e didattici. Stare dentro alla società e lavorare per il bene comune non esige riconoscenze particolari; è soprattutto una scelta ed un impegno. Esprimere riconoscenza, è espressione di animi sinceri e di persone libere che non pensano a come sfruttare la situazione o avanzare meriti per il futuro». Don Renzo augura quindi che il nuovo anno porti consiglio e discernimento. A tutti, come aggiunge. «Chi è chiamato
a provvedere non rinunci a credere nel valore della sussidiarietà – conclude – e della corresponsabilità che non sono mai egualitarismo. Si impegni dentro a una visione aperta della società che dell’accoglienza, prima ancora che dell’identità, fa un’irrinunciabile caratteristica».

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