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Muore carbonizzato sulla sedia a rotelle

Felice Portelli, 83 anni, avvolto dalle fiamme mentre stava accendendo la stufa. Il corpo senza vita trovato dalla badante

Tragedia della solitudine a Villesse, l’ultimo giorno dell’anno. Vittima un disabile di 83 anni.

Stava accendendo una stufa a legna nella sua abitazione sita in via Roma, nel centro del paese. Un’operazione che avrà fatto chissà quante volte, routinaria, ripetitiva. Ma, questa volta, le cose non sono andate per il verso giusto.

Liquido

infiammabile

L’uomo deve aver commesso la leggerezza di spruzzare sulla legna dell’alcol o qualche altro liquido infiammabile. In pochissimi secondi, il ritorno di fiamma l’ha colpito al volto e gli ha bruciato quasi istantaneamente i vestiti. L’altra ipotesi è quella delle brace. Mentre tentava di accendere la cucina economica, forse, gli è finita sul maglione che, subito, ha preso fuoco.

Il suo corpo senza vita, parzialmente carbonizzato, è stato trovato dall’assistente domiciliare che, giornalmente, si occupava di lui. Ed è stata proprio la dipendente della cooperativa, che ogni mattina si recava in quell’abitazione per portare i pasti e dare una mano all’anziano, a dare l’allarme e a chiamare i soccorsi. Erano le 11 del 31 dicembre. Immediatamente, sono accorsi sul posto l’ambulanza dal San Giovanni di Dio e l’automedica che staziona a Gradisca d’Isonzo, assieme ai vigili del fuoco di Gorizia: ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Secondo il medico legale il decesso risale ad alcune ore prima del tragico ritrovamento, probabilmente alle 8, forse alle 9.

Incidente

domestico

Indagini in corso da parte dei carabinieri di Gradisca e del Comando provinciale di Gorizia anche se la dinamica appare ormai chiara, senza misteri o elementi oscuri. Insomma, non ci sono stati interventi da parte di altre persone, è stato un incidente domestico: prova ne sia che il magistrato non ha ritenuto necessaria l’effettuazione dell’esame autoptico. La salma è stata affidata ai familiari che, ora, potranno organizzare i funerali.

L’uomo, classe 1934, si chiamava Felice Portelli. Ed era originario di Romans d’Isonzo. I carabinieri di Gradisca d’Isonzo forniscono altri particolari relativi all’accaduto. Il disabile, avvolto dalle fiamme, ha lasciato la stanza in cui era installata la stufa. È riuscito ad allontanarsi e ad uscire, accedendo a una corte interna. Probabilmente, voleva chiedere aiuto. Ma nessuno l’ha sentito. Essendo disabile e muovendosi solo con l’ausilio della sedia a rotelle, non è riuscito a spegnere le fiamme autonomamente: fiamme che non hanno interessato il resto dell’appartamento.

«Tutto è molto lineare. La dinamica dell’accaduto - spiega il comandante della compagnia carabinieri di Gradisca d’Isonzo capitano Marco Quercigh - è quella del tragico incidente domestico. Non c’è stato alcun intervento di altre persone, nessun segno di effrazione, tutto regolare, niente misteri. L’uomo stava accendendo la stufa alla mattina, solo che qualcosa non è andato per il verso giusto: con ogni probabilità deve aver usato un liquido infiammabile per alimentare il fuoco. E il ritorno di fiamma è stato
deleterio. Lui si è allontanato dalla stanza ma non è riuscito a chiedere aiuto. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso».

La casa, a due piani, si trova lungo la strada principale di Villesse, accanto al municipio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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