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Multe e Codice della strada In cassa fino a 780mila euro

Crollate le violazioni delle Ztl riprese dalle telecamere. Alto il dato degli incidenti L’impegno di Capitaneria, Carabinieri, Finanza, Polizia, Vigili urbani e Pompieri  

A Monfalcone gli indicisplinati alla guida, di quattro o due ruote, soprattutto biciclette in questo caso, continuano ad abbondare. Il consuntivo dell’attività effettuata nel 2017 dalla Polizia locale parla chiaro: i verbali per il mancato rispetto del Codice della strada hanno toccato quota 9.702 per un potenziale incasso di 780mila euro.

Violazioni e Ztl Gli ingressi non autorizzati nelle Zone a traffico limitato del centro dopo due anni di “rodaggio” del sistema di controllo automatico c’entrano molto poco: 438 le violazioni contro le 4.736 del 2016 e le 12mila del 2015. A differenza della sosta, che con 7.200 sanzioni accertate continua ad avere il suo peso. Da resoconto fornito ieri dal comandante della Polizia municipale Rudi Bagatto nell’incontro di inizio anno voluto dal sindaco Anna Cisint con tutti i responsabili delle forze dell’ordine non emerge quanto possa aver pesato l’introduzione a Panzano delle zone a sosta riservata ai residenti. Le pattuglie dei vigili hanno però anche fermato 140 automobilisti troppo veloci, 60 privi di assicurazione (un dato in linea con il 2016), 240 il cui veicolo non era stato sottoposto a revisione. In 173 sono stati multati perché stavano usando il telefonino alla guida e 73 per il mancato uso delle cinture di sicurezza, mentre di 9 conducenti è stato accertato che si erano messi in marcia nonostante avessero bevuto oltre i limiti. A completare il quadro ci sono 580 sanzioni staccate nel corso degli ultimi 12 mesi a carico di ciclisti che stavano circolando senza luci, contromano o sui marciapiedi. «È un’azione che ha fatto seguito a una campagna informativa effettuata anche tramite Fincantieri – ha ribadito il comandante Bagatto –. La situazione è migliorata, ma deve farlo ancora, nell’interesse della sicurezza di tutti, anche degli automobilisti che pur guidando con prudenza non riuscirebbero a evitare un ciclista quasi invisibile con il buio».

Strade a rischio La città rimane però ad alto tasso di incidenti. La sola Polizia locale ne ha rilevati 199, mentre i Carabinieri si attestano su 250 sinistri nell’ambito della “città comune” formata con Ronchi dei Legionari e Staranzano e 150 circa nella sola Monfalcone. Numeri cui va aggiunta la cinquantina, a più elevata complessità, presa in carico dalla Polizia. «Spesso siamo chiamati a intervenire – ha spiegato il maresciallo maggiore Guglielmo Occhipinti – per semplici tamponamenti per favorire una mediazione tra le parti in causa, che non erano riuscite ad andare alla constatazione amichevole».

Superlavoro per i pompieri Nel caso di incidenti dagli esiti più gravi, per i mezzi o le persone, sul posto puntuali ci sono anche i Vigili del fuoco. Nel 2017 sono stati attorno ai 1.200 gli interventi effettuati dal personale del presidio di Monfalcone di cui 500 per situazioni di pubblica incolumità, come ha spiegato il caposquadra Fabio Peric. Un carico di lavoro importante, nonostante la coperta sia davvero corta. «Siamo 7 per turno in inverno e 5 d’estate, quando dobbiamo garantire una presenza a Grado», ha sottolineato Peric. Il sindaco Cisint ha non a caso segnalato le difficoltà dei Vigili del fuoco di Monfalcone creati dal mancato turn over al prefetto di Gorizia Marchesiello nella sua recente visita in città.

Il fronte del porto La capacità operativa della Capitaneria di porto in caso di emergenze in mare non sconta carenze di organico, ma di fondali sì: quelli del canale Valentinis. Alla banchina nel porticciolo Nazario Sauro, a due passi, letteralmente, dalla sua sede, la Capitaneria può tenere solo un gommone, mentre i due mezzi di maggiori dimensioni rimangono ormeggiati al Marina Hannibal a causa del loro pescaggio, ormai incompatibile con i fondali del canale Valentinis. «Questo ci crea indubbiamente disagi nel periodo estivo – ha confermato il comandante della Capitaneria Maurizio Vitale – per il soccorso lungo il litorale di Monfalcone e Grado».

Il presidio a Portorosega La Capitaneria invece da circa un mese può contare su un presidio a Portorosega, grazie agli spazi messi a disposizione dall’Azienda speciale per il porto. «Questo ci permette di essere più presenti per cercare di ovviare, almeno in parte – ha aggiunto –, ai rallentamenti all’operatività dello scalo dovuti alla carenza di fondali e quindi all’attesa
di navi in rada». A questo proposito, comunque, la Capitaneria sta lavorando per rendere operativa negli accosti 7, 8, 9 il terzo turno di lavoro e quindi la possibilità di movimentazione della merce sulle 24 ore, aumentando le possibilità di attracco.

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