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Capodanno in piazza, l’esercito dei 5mila

La fitta pioggerellina non tiene lontana la folla. In tanti dalla Slovenia. Diversi interventi sanitari per abuso di alcol

Era un test importante. Perché quella fitta pioggerellina, arrivata fantozzianamente un paio d’ore prima della mezzanotte, avrebbe potuto scoraggiare tante persone a fare una capatina in piazza Vittoria per dare il benvenuto al 2018. Invece, la reazione è stata massiccia e stoica. Tutti all’aperto, come se nulla fosse, con l’ombrello aperto ma anche no, a gustarsi lo spettacolo pirotecnico. Show che, quest’anno, è stato davvero molto generoso. Erano annunciati 25 minuti di “bombardamenti”, sono diventati 35. Non finiva più, nonostante le proteste e le rimostranze di chi ha un animale domestico. Come da programma, sono stati lanciati nel cielo sopra il castello di Gorizia 1.200 chilogrammi di fuochi artificiali.

L’esercito

dei cinquemila

Ma quanti erano a festeggiare in piazza? L’organizzazione (il Comune di Gorizia) parla di 5mila persone che, poi, è lo stesso dato dello scorso anno, quando però la pioggia non aveva fatto irruzione. «Ma, forse, erano anche di più – sorride l’assessore comunale ai Grandi Eventi, Arianna Bellan –. Ho visto un grande entusiasmo e, soprattutto, una sana voglia di festeggiare». Indubbiamente, è stato pure un Capodanno supercontrollato, anche se in maniera piuttosto discreta. Certo, non si potevano non notare gli agenti in divisa, affiancati (peraltro) da colleghi in borghese. Così come non si potevano non vedere gli imponenti mezzi della Protezione civile, oltre agli ormai abituali new jersey di cemento che bloccavano le vie d’accesso alla zona, strumento di protezione da eventuali attentati già sperimentato in tutte le ultime grandi occasioni pubbliche, da Gusti di frontiera alla fiera di Sant’Andrea.

«I goriziani - aggiunge Bellan - non hanno avuto paura del terrorismo e si sono riversati in strada a festeggiare, a passare l’ultima notte dell’anno insieme. Questo è un dato importante».

In tanti

dalla Slovenia

Ma la festa in piazza ha confermato una tendenza che si era già vista lo scorso anno. Non è stato soltanto il Capodanno dei goriziani. In piazza c’erano intere famiglie e giovani provenienti dalla Slovenia: da Nova Gorica, da Sempeter Vrtojba e anche da un po’ più in là. Il picco di presenze all’ombra del Castello si è registrato proprio a ridosso del countdown con il quale il sindaco Rodolfo Ziberna (assieme ad una nutrita rappresentanza della sua giunta extralarge) ha scandito gli ultimi secondi dell’anno appena andato in soffitta, brindando al 2018 sul palco allestito davanti al palazzo della Prefettura.

Ad accompagnare i goriziani (e non solo loro) alla mezzanotte sono stati i dj di Radio Company. Sul palco si sono alternati Stefano Ferrari, Laura Agostino e Harry Morry. A suonare dal vivo sono state, però, anche le band “La luna e i falò” e gli udinesi “Exes”, che sono riusciti ad accontentare i gusti di tutti spaziando tra diversi generi musicali, da rock, pop e folk fino alla musica da discoteca per i più giovani, alle musiche ballabili e ai successi che hanno invitato piazza Vittoria a cantare a squarciagola.

Capitolo

ordine pubblico

Il comandante della Polizia locale Marco Muzzatti definisce «tranquillo» il Capodanno in piazza. Non ci sono stati grossi problemi né di ordine pubblico né sanitari, eccetto la rovinosa caduta da una transenna di un uomo di mezza età palesemente in preda ai fumi dell’alcol: ha rimediato una ferita al volto. Poi, nel corso della nottata, si è verificato un incidente (per fortuna senza gravi conseguenze) in via Roma causato da un automobilista che, a sua volta, era in stato di ebbrezza. «Per il resto, tutto si è svolto senza grandi problemi», spiega Muzzatti.

Nonostante i divieti, qualcuno ha voluto proporre uno spettacolo pirotecnico
“aggiuntivo” direttamente in piazza Vittoria. Mentre i botti sparati dal Castello tenevano tutti con il naso allì’insù, vicino a Galleria Bombi qualcuno ha pensato di proporre i suoi fuochi, senza calcolare i rischi che tale scelta avrebbe avuto provocare.

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