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Anche il Comune contro il metanodotto Snam

Ricorso al Tar del Lazio per il decreto ministeriale che aveva stabilito la compatibilità ambientale

Attacco a tre punte contro il metanodotto Snam, che dovrebbe collegare il rigassificatore di Zaule a Grado e a Villesse. In campo da fine novembre anche il Comune di Trieste, dopo che a luglio si era schierata la Regione e, sempre a novembre, il municipio muggesano aveva deliberato il “niet”. Trasversalità politico-istituzionale nel territorio contro il decreto del ministero dell’Ambiente, che aveva stabilito la compatibilità ambientale dell’infrastruttura, fatto salvo il rispetto di 180 prescrizioni.

Una vicenda strana, perché, nonostante rigassificatore e metanodotto siano impianti inter-dipendenti, il procedimento ministeriale ha distinto i due dossier. Il progetto del rigassificatore sembrava ormai tramontato, tant’è che il gruppo spagnolo Gas Natural lo aveva inserito tra gli asset in vendita. Invece l’Ambiente, retto da Luca Galletti da sempre vicino a Pierferdinando Casini, ha detto sì - sia pure con 180 riserve - alla realizzazione della condotta.

La prima a muoversi fu a luglio la Regione Fvg che impugnò il decreto ministeriale al Tar del Lazio. Poi Muggia, a seguire il Comune triestino che tecnicamente si costituisce in giudizio mediante un atto di intervento sul ricorso regionale. Nelle premesse della delibera, preparata dal dirigente dell’avvocatura Maria Serena Giraldi e portata in esecutivo dall’assessore Maurizio Bucci, si rileva innanzitutto la «palese illegittimità» della disgiunzione operata dal ministero tra i due procedimenti (rigassificatore/metanodotto), dal momento che si tratta di un «unicum» progettuale.

Poi la delibera solleva le questioni di merito, ovvero perchè il Comune si esprime negativamente sulla questione: sicurezza della popolazione, impatto negativo sul turismo e sulla pesca, interferenze con il traffico marittimo, criticità del tracciato laddove prevede la posa a mezza costa, interferenza con il Sito di interesse nazionale (bonifiche). Tutto questo, che coincide sostanzialmente con le ragioni del “no” al rigassificatore, motiva il ricorso comunale, che verrà studiato
dai legali del Municipio e dall’avvocato Aldo Fontanelli (Foro di Roma). Le spese per la domiciliazione e per le competenze di Fontanelli ammontano a 4500 euro. Poco prima di Natale Legambiente era tornata sulla vicenda sollecitando il pressing della Regione.

magr

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