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Restaurata l’antica pompa idraulica

Simbolo del gradiscano borgo Bidischini, era stata distrutta nel 2011 da un furgone finito fuori strada 

GRADISCA. Era il simbolo di una Gradisca che non c'è più, quella ove il tempo veniva scandito da ritmi e costumi diversi. Stiamo parlando della pompa idraulica da cui gli abitanti della Bruma per oltre due secoli e sino alla Seconda guerra mondiale attingevano da un pozzo l'acqua necessaria al sostentamento e alle faccende domestiche.

Un manufatto che pareva destinato ormai all'oblio. E invece a salvare quel simbolo di Borgo Bidischini è stato - e a titolo puramente gratuito - un artigiano gradiscano in pensione che di concerto col Comune l'ha restituita alla comunità dopo un anno e mezzo di lavoro certosino. La fontana è stata restituita all'antico borgo rurale nei giorni scorsi alla presenza degli amministratori e della gente del Bidischini, che vede dunque rivivere la propria piazzetta.

Non c'era stato verso di trovare sul mercato un saldatore di ghisa, professione ormai destinata a sparire. Per oltre quattro anni non si era saputo più nulla della "fontana" del borgo Bidischini: precisamente dall'agosto del 2011, quando un furgone andò a schiantarsi addosso al manufatto dopo essere uscito di strada sulla pericolosa curva che marca il confine fra le vie Colombo (la Provinciale 4 per Moraro) e Bidischini, e l'ingresso dell'omonimo, antico borgo rurale. Il veicolo andò ad abbattersi proprio sulla pompa idraulica che campeggiava, accanto a una panchina rossa, nell'antica piazzetta (oltre che su due vetture in sosta), mandando in mille pezzi una testimonianza paesaggistica e, al contempo, riportando agli onori delle cronache il problema della pericolosità di quel tratto viario gradiscano dove, troppe volte, si insiste sul pedale dell'acceleratore.

Tutto questo per la rabbia dei residenti che, oltre a segnalare da anni la criticità della curva dopo anni di sinistri, avevano perso anche il simbolo della propria borgata. I resti della pompa idraulica in realtà per tutto questo tempo sono rimasti custoditi, per fortuna, nel magazzino comunale. Il problema però come detto era un altro: reperire un saldatore in ghisa, mestiere a quanto pare in via d'estinzione. Anche per questo le bocce sono rimaste ferme a lungo. Finché a salvare la situazione non si è presentato un artigiano gradiscano in pensione, Aldo Furlan, che per hobby si diletta ancora di tanto in tanto con lavori di questo tipo. Il signor Furlan si è offerto di effettuare il lavoro gratuitamente, donando di fatto la sua opera alla comunità. Non è stata affatto un'operazione semplice, durata oltre un anno e mezzo. «Sul momento non mi ero reso conto del lavoro che mi attendeva - ci ha spiegato -. I pezzi andati in frantumi sono centinaia, e alcuni sono andati persi dopo quell'incidente. Ricomporre il manufatto è stato molto laborioso. La pompa inoltre era costituita da differenti tipologie di ghisa, e ciascuna necessita di un trattamento particolare. È stato un lavoro molto lungo che richiede molta pazienza».

Decisive anche alcune foto d'epoca fornite dai "borghigiani" , che hanno consentito di ricostruire il manufatto esattamente com'era. È stata invece una ditta specializzata, la goriziana Rc Costruzioni di Claudio Romanzin, a creare il basamento per il lavoro di restauro del signor Furlan oltre che a riqualificare la "piazzetta" del borgo: spesa totale 7.800 euro. NL'artigiano gradiscano invece, tolte la copertura delle spese, per la sua opera non ha voluto avere il becco di un quattrino. «Il mio è un mestiere in via d'estinzione - racconta ancora Furlan - e sono ben lieto di metterlo a disposizione della comunità». Oltre al restauro della pompa idraulica è stato detto rifatto il basamento, utilizzando il materiale esteticamente conosciuto come "sasso
annegato" sul cemento con cordonata in pietra, ed è stata riqualificata l'area verde. Per quanto concerne la pericolosità della curva compresa fra le vie Colombo e Bidischini, teatro di tanti sinistri, il Comune assicura: «Ne abbiamo parlato in sede di Uti: servono finanziamenti». (l.m.)

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