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Una terrazza sull’Isonzo al posto dell’ex caserma

Il Comune di Gradisca decide di affidare uno studio preliminare da 12mila euro  per abbattere l’edificio che ospitava la Guardia di Finanza, nel cuore del parco

GRADISCA. Una vera e propria “terrazza” open-space che guardi a Isonzo e Carso. Con tanto di area attrezzata per eventi musicali e culturali all’aperto. No, stavolta non è una dichiarazione d’intenti o una boutade: l’ex caserma della Guardia di Finanza di Gradisca d’Isonzo, nel cuore del parco del Castello, sarà abbattuta. Lo ha deciso la giunta guidata dal sindaco Linda Tomasinsig, che al riguardo ha già provveduto all’affidamento di uno studio preliminare all’operazione. Per anni – ormai ben 16 – l’immobile ex Gdf ha costituito una vera e propria beffa per il Comune di Gradisca e le amministrazioni che alla sua guida si sono succedute. Acquisito a titolo gratuito dal demanio militare nel 2001 - ai tempi della giunta retta dal sindaco Fabris - l’ex caserma della Guardia di Finanza pareva poter diventare un affarone: un edificio da recuperare, ottenuto gratuitamente dall’amministrazione pubblica, incastonato fra le mura venete della città e prospicente due simboli paesaggistici impareggiabili come l’Isonzo e il Carso. Pareva l’inizio di un percorso virtuoso, invece si è rivelato un incubo. Perché, per una beffa del destino, il tetto dell’edificio iniziò a cedere appena pochi giorni dopo il passaggio al Comune. Da allora non si è mai andati oltre uno sterile dibattito: che fare di quella cattedrale nel deserto che da occasione è divenuta una vera e propria palla al piede, un rudere pericoloso anche per la pubblica incolumità, oltre che dannoso sul piano dell’immagine? Per anni le varie forze politiche e i cittadini si sono divisi fra il partito dei favorevoli alla demolizione e quelli al restauro, ma c’era anche chi caldeggiava la vendita a privati. L’empasse sembra finalmente essere stata risolta dalla giunta guidata dal sindaco Tomasinsig. Che, come detto, ha inserito a bilancio un capitolo di spesa ad hoc (attorno ai 12mila euro) per uno studio di fattibilità sull’abbattimento dell’edificio, che da anni sta lentamente crollando. «Sì, l’orientamento è questo – anticipa l’assessore all’Urbanistica, Alessandro Pagotto –. Si tratta di una decisione in grado di cogliere tre obbiettivi: la maggiore sostenibilità economica rispetto a un restauro; la messa in sicurezza e futura gestione dello stabile; la valorizzazione del paesaggio circostante, aprendo una vera e propria “terrazza” sul Carso e l’Isonzo; e – chissà – la liberazione di uno
spazio per una piastra polivalente in grado di ospitare eventi artistici e musicali in grado di far rivivere tutta la suggestiva area del parco del Castello, molto amata dai gradiscani. Per ora un semplice inizio di un percorso: vedremo dove ci condurrà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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