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Torna sui binari il treno Trieste-Lubiana

Il collegamento nell’ambito della proroga del contratto fra Regione e Trenitalia

UDINE. C’è anche il gran ritorno del Trieste-Lubiana nel “pacchetto” contrattuale che rinnova per due anni l’accordo tra Regione Friuli Venezia Giulia e Trenitalia per il servizio ferroviario regionale. Dal 2018, come annunciato già in estate dal direttore del traffico passeggeri delle Ferrovie slovene (Sž), Miloš Rovšnik, la capitale della Slovenia sarà nuovamente collegata con Trieste e, a quanto pare, pure con Venezia. Un ritorno, appunto. Perché il Trieste-Lubiana, attivato nel dicembre 2003, era stato cancellato nel 2008 causa scarso interesse manifestato dall’utenza.

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Lo scenario è cambiato, a quanto risulta, in conseguenza del progetto, in dirittura d’arrivo, del polo intermodale di Ronchi: il treno, come avevano ipotizzato i vertici di Ferrovie slovene, si dovrebbe infatti fermare anche nella nuova stazione in zona aeroporto. L’iniziativa di ripristinare la tratta è stata proposta per la prima volta nel 2015 dalla presidente Debora Serracchiani al ministro degli Esteri sloveno Karl Erjavec in occasione della sessione inaugurale del Comitato congiunto Fvg-Slovenia. Visto l’interesse pure del ministro delle Infrastrutture Peter Gaspersic, la Regione si è poi attivata nelle sedi centrali e territoriali di Rfi e di Trenitalia affinché predisponessero una serie di proposte tecniche da condividere con gli omologhi sloveni e con il ministero sloveno competente.

Nell’agosto scorso la Regione anticipava quindi di voler coinvolgere la Regione Veneto e il ministero italiano dei Trasporti «al fine di assicurare l'appoggio di tutte le istituzioni per rendere pienamente operativo un servizio di trasporto pubblico locale ai cittadini del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia, rafforzando al contempo le zone transfrontaliere dell'area italo-slovena, che oggi sono servite esclusivamente dalla mobilità stradale».

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Già a luglio Serracchiani, nel corso del vertice di Trieste sui Balcani occidentali, aveva tra l’altro informato dell’idea progettuale il commissario europeo ai Trasporti Violeta Bulc, ricevendone un forte incoraggiamento a portarla avanti. «Sta adesso alle autorità slovene e ai gestori del programma Italia-Slovenia – precisava ancora la Regione – fare in modo che un servizio così strategico per imprese e cittadini delle nostre regioni possa essere adeguatamente finanziato».

A concretizzare il progetto – che dovrebbe decollare nel secondo semestre del prossimo anno – mancavano le firme. E ieri è infine arrivata l’ufficializzazione da parte dell’assessorato alle Infrastrutture nell’ambito di un’informazione complessiva sulla proroga biennale (dal primo gennaio 2018 al 31 dicembre 2019) del contratto con la compagnia ferroviaria nazionale.

Il Trieste-Lubiana (due ore e mezza di percorrenza) rientra in un contesto di potenziamento nel quale rientrano anche il riavvio dei servizi ferroviari, attivati a dicembre 2017 tra Sacile e Maniago, sull'intera linea, da Sacile fino a Gemona e i potenziamenti estivi sulle direttrici Sacile-Udine-Trieste e Tarvisio-Udine-Cervignano-Trieste. Quest’ultimo è mirato a migliorare le connessioni con la ciclovia Alpe Adria, sfruttando la riapertura della tratta Udine-Cervignano nei fine settimana prevista sempre nel corso del 2018, anche al fine di valorizzare la città di Palmanova, patrimonio Unesco. Viene inoltre prevista anche la collaborazione di Trenitalia per la realizzazione di treni storici nell'ambito di una specifica convenzione da stipulare con Fondazione Fs.

Più in generale, la delibera approvata dalla giunta regionale nell'ultima seduta dell'anno su proposta di Mariagrazia Santoro è funzionale a garantire la continuità dei servizi regionali nell’attesa delle valutazioni sul nuovo affidamento dei trasporti ferroviari, alla luce delle modifiche del quadro normativo di riferimento, delle recenti indicazioni delle autorità di settore e della presentazione, nel corso del 2017, di due manifestazioni di interesse, da parte di operatori del settore (secondo indiscrezioni si tratta di Trenitalia e del gruppo Arriva). Concretamente, la Regione dovrà decidere se procedere a un affidamento diretto o se andare a gara.
 

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