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Nuova vita a Palmanova per le gallerie sotterranee

Inaugurato il primo percorso nel tunnel di contromina del rivellino veneziano Ultimi 3 milioni dello Stato impiegati dal Comune per completare l’intervento

PALMANOVA. Palmanova si è arricchita ieri del percorso di visita attraverso la galleria di contromina del rivellino veneziano. Inaugurato dopo un’opera di riqualificazione del sito e di illuminazione dello stesso, è stato ammirato anche dalla presidente della Regione Debora Serracchiani. La galleria si trova a circa 250 metri dall’ingresso monumentale di Porta Udine, sulla strada che fiancheggia il fossato. La mina (così viene chiamata proprio perché, in caso di attacco da parte del nemico, poteva anche essere imbottita di polvere da sparo e fatta saltare) è completamente pianeggiante, coperta da mattoni disposti a volta a botte. Fu realizzata nel 1675 e ora, grazie a fondi regionali, resa finalmente fruibile.

«Stiamo riconquistando e valorizzando – ha affermato la presidente – quell’eccellenza del patrimonio culturale della regione che è Palmanova. Dopo lo storico riconoscimento dell’Unesco e i lavori sui bastioni, adesso offriamo l’opportunità di poter visitare questa galleria a cui seguirà la riqualificazione di un’altra parte della rete di tunnel storici». Serracchiani ha poi rimarcato come questo sito rappresenti una ricchezza del territorio che esiste da tempo ma che, non essendo mai stata valorizzata, «impariamo a conoscere appena adesso». Ha sottolineato l’attenzione riservata dal ministero dei Beni culturali a Palmanova, ma anche ad altri luoghi della regione, come Aquileia e Miramare. Il sindaco della città, Francesco Martines, ha ringraziato la Regione per aver finanziato quest’intervento e, soprattutto, per aver stanziato 2 milioni di euro finalizzati a nuovi interventi di riqualificazione. «Quest’opera – ha detto – vuole essere un primo passo, perché intendiamo proseguire con la riqualificazione dei percorsi sotterranei, verso l’avvio di un volano economico legato al turismo e alle caratteristiche storico culturali della fortezza». Martines ha spiegato l’importanza di ottenere fondi dallo Stato e dalla Regione, in modo che il percorso avviato possa proseguire, in modo veloce ed efficace.

Degli 8 milioni di euro finora concessi per la città, i primi 3 erogati dallo Stato saranno investiti, tramite la Soprintendenza, nella zona di competenza del Museo militare nei pressi di porta Cividale, sulla controporta, sul sottopasso. I 2 milioni ottenuti dalla Regione saranno invece impiegati dal Comune prevalentemente su porta Aquileia, sulla Montesanto, sulla polveriera napoleonica Foscarini.

Gli ultimi 3 milioni ottenuti dallo Stato il Comune vorre invece spenderli, come preannunciato da Martines, in parte per riqualificare altre gallerie, in parte per illuminare il percorso lungo il fossato, rendendo ben visibile tutto il perimetro della prima cerchia muraria e assicurando la sua fruizione anche nelle ore serali. Un ringraziamento è stato espresso dal sindaco all’assessore Luca Piani che ha seguito nel dettaglio l’iter di progettazione e realizzazione di quest’intervento, costato 126 mila euro. «Non si tratta di un’opera semplice da realizzare – commenta l’assessore alla valorizzazione dei bastioni –, perché intervenire in strutture storiche, di alto valore culturale richiede la capacità di conciliare la sicurezza del visitatore, la fruibilità del luogo, ma al tempo stesso il rispetto per il bene storico stesso e la sua salvaguardia. Da qui un rapporto stretto con la Soprintendenza per le indicazioni opportune. Un ringraziamento va alle ditte che hanno realizzato l’intervento, ma anche alle persone che, a titolo gratuito, ci hanno supportato in quest’operazione, dagli speleologi all’Università di Trieste, da chi ha fornito una consulenza storica a chi ha prestato la voce per l’audioguida».

Spiega ancora Piani che, riaperta anche la galleria di epoca francese, attualmente alle dipendenze del Museo Militare e chiusa per ragioni di sicurezza, e recuperata anche la galleria
di sortita che parte dal retro della caserma Filzi, nell’arco di poche decine di metri, vi sarà la possibilità di visitare tre fondamentali passaggi sotterranei, di tre diversi periodi della storia della fortezza, con caratteristiche e funzioni proprie.

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