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La prossima tappa una nuova rotatoria vicino a Savogna

Eliminare i semafori per rendere più scorrevole il traffico Sarà realizzata con i soldi avanzati dell’ultimo appalto 

Tagliato un nastro si pensa già al prossimo cantiere, inaugurata l’opera attesa più di 40 anni, la 56 bis, si guarda già alla prossima sfida, la nuova rotonda che a Sant’Andrea potrebbe rendere il percorso della variante ancor più fluido e scorrevole. Non parliamo di ipotesi fantasiose ma di un progetto concreto, anticipato proprio ieri mattina dal sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, che indirettamente ha colto anche quanto auspicato poi dagli interventi di tutte le altre autorità, ovvero che questa inaugurazione possa essere occasione per pensare già a sviluppi futuri. E, in effetti, come detto la prossima sfida parlando di viabilità esterna al centro cittadino sarà la rotonda tra Sant’Andrea e Savogna, che potrebbe presto sorgere al posto dell’attuale e pericoloso incrocio regolato da semaforo grazie ai soldi avanzati dalla realizzazione della variante. Una somma pari a circa un milione e trecentomila euro. Del testo la nuova rotatoria sarebbe naturale completamento della 56 bis, sorgendo peraltro proprio lungo il suo tracciato nella parte iniziale e originaria, quella che dalla zona del cimitero centrale di Sant’Andrea porta gli automobilisti ad attraversare l’Isonzo, prima, e lo stradone della Mainizza poi, congiungendosi al tratto tanto atteso e inaugurato ieri. A Sant’Andrea la variante (o per meglio dire, utilizzando la nuova denominazione, la strada regionale 117) s’incrocia con via Gregorcic, che da Gorizia porta verso la zona industriale e poi a Savogna d’Isonzo. Un punto dove molto spesso le auto tendono a correre parecchio. Ecco allora che la rotatoria andrebbe a mettere in sicurezza uno snodo critico della viabilità, al tempo stesso eliminando un semaforo che talvolta finisce per creare delle code. Una richiesta informale alla regione, per l’utilizzo allo scopo dell’avanzo di 1,3 milioni di euro, è già stato avanzato, ma ora si procederà con la richiesta ufficiale e dì lì con l’affidamento della progettazione. Con la speranza, ovviamente, che per quest’opera non debbano passare quarant’anni. Intanto, tornando alla 56 bis, sono stati già tanti gli automobilisti che ieri hanno percorso il chilometro e mezzo di strada che dallo stradone della Mainizza porta a Mossa, e che Autovie Venete ha definito «un’opera ben realizzata, in ossequio a tutti gli standard più moderni».

Il riferimento va ad esempio a elementi come il sovrappasso sulla Farra-Lucinico, o sul sottopasso agricolo che si notano lungo il percorso, ma anche alle vasche per il trattamento delle acque piovane indispensabili lungo una strada regionale, la cui realizzazione ha portato ai ritardi dell’ultimo anno. Ritardi dimenticati di fronte all’emozione di un momento storico. Suggestivo come i monti imbiancati,
all’orizzonte, ai quali ha guardato anche don Maurizio Qualizza, durante la sua benedizione, chiedendo al Signore di «salvaguardare tutti coloro che passeranno di qui, per lavoro o per qualsiasi altro motivo, magari dando un’occhiata alle nostre Giulie».

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