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il caso

Insulta Trieste, poi le scuse. La gaffe del “supereroe”

È bufera per un video dei due giovani protagonisti del film “Il ragazzo invisibile” Savino: «Imparino la storia. E ringrazino per l’ospitalità. Non sono nessuno»

«La corazzata Kotiomkin...». Chissà se Filippo Valese e Ludovico Girardello, i due diciassettenni protagonisti del film di Gabriele Salvatores “Il ragazzo invisibile”, avevano in mente il fulgido esempio di Paolo Villaggio, quando hanno detto quello che hanno detto.

Il loro improperio non era rivolto a un film bensì a Trieste, che li ha accolti durante i mesi delle riprese, svoltesi proprio in città. Alla dichiarazione, diffusa su Instagram, non sono seguiti 92 minuti di applausi ma le ire di Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia Fvg. E i due giovani si sono prontamente scusati, dopo aver realizzato che la ragazzata era loro sfuggita di mano.



Tutto è iniziato l’altro giorno, quando sul profilo Instagram di Valese è comparso un breve video in cui lui e Girardello passeggiano per le vie della città. Sferzati dalla Bora e dalla pioggia, i due amici si lasciano andare a delle esternazioni molto esplicite nei confronti della città: «Sono stufo della pioggia. M.... Fa c... Trieste, ti odio Trieste. Odiamola, questa città di m...! » . Che si trattasse di uno scherzo innocente era chiaro dal loro tono di voce, allegro e solare, che testimoniava la totale incapacità dei due ragazzi di prevedere il polverone che con quelle parole avrebbero inevitabilmente scatenato sui social. Una bufera tale da far indignare, come si diceva, pure la parlamentare forzista Sandra Savino: «Trieste finora ha saputo superare a testa alta le prove più difficili che la storia ha deciso di porle di fronte ma non so se oggi riuscirà a riprendersi dai commenti del “ragazzo invisibile” di Salvatores. Al di là delle battute, il giovane sconosciuto farebbe bene a ringraziare una città che gli ha dato ospitalità e lavoro e a studiarsi un po’ di storia. Così forse capirebbe che Trieste è un tesoro dal punto di vista architettonico e culturale, una delle città più importanti e vivaci dell’Impero austroungarico, nonché un vero e proprio simbolo del nostro Paese. E se Trieste rimarrà nella memoria del “ragazzo invisibile”, visto il trauma subito, di certo i triestini non si accorgeranno nemmeno della sua partenza, non avendo neanche lontanamente idea di chi lui sia».

Il giorno successivo, e cioè ieri, i “fanciulli” hanno prontamente rettificato con un nuovo video, in cui Valese esprime tutto il rammarico dei due. Dice, di fronte alla fotocamera del suo smartphone: «Ciao a tutti. Oggi ho imparato una nuova lezione e cioè che l’ironia non fa sempre ridere, non fa sempre ridere tutti. L’ho imparato con il video che ieri ho postato con Ludovico. Abbiamo detto delle brutte parole che Trieste non si merita ma che, difatti, non erano assolutamente riferite a Trieste bensì al tempo che ci può essere tranquillamente sia a Treviso dove abito io, sia a Vittorio Veneto, come in qualsiasi parte d’Italia – ha continua il ragazzo –. Non era affatto per Trieste, anzi: è una città che io amo, lo giuro. Mi dispiace che sia stato visto solo questo video perché ho detto sempre cose bellissime su Trieste. Mi ha dato la prima possibilità di fare quello che amo e cioè cinema. Per questo sono grato a Trieste e a tutti i triestini che hanno lavorato, aiutato e amato per questo film. Davvero grazie, grazie di cuore. E come chiedo grazie chiedo anche scusa: scusate davvero tanto, non pensavo e non penso quelle parole. Scusate, scusa Trieste».

Federico Poillucci, presidente della Friuli Venezia Giulia Film Commission, commenta così la vicenda: «Premetto che l’incauto video era contestualizzato alle condizioni meteorologiche del momento e che posso direttamente testimoniare l’amore e la gratitudine che Ludovico e Filippo nutrono per Trieste e per quello che la città ha rappresentato per loro in termini di crescita professionale. Detto ciò, credo che a diciassette anni si debba iniziare a capire che la fama, grande o piccola che sia comporta, maggiori responsabilità e non minori. È stata un’uscita infelice ma, come testimoniato dalle pronte scuse, credo lo abbiano capito per primi i due protagonisti».
 

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