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Aperta la tangenziale di Lucinico dopo un’attesa lunga 45 anni

La 56 bis è diventata finalmente percorribile. Superate mille peripezie e un tragitto pieno di ostacoli Impiegati 3,4 milioni. L’assessore regionale Santoro: «Non è un punto di arrivo ma di partenza» 

La tangenziale adesso è realtà Alla presenza delle autorità, dopo un iter durato 45 anni, venerdì 29 dicembre è stata finalmente inaugurata la tangenziale di Lucinico (Gorizia). La strada 56 collega le zone industriali di Mossa e di Gorizia e porta, dritta dritta, anche all’autostrada A34 e, quindi, alla A4. L’infrastruttura riveste un’importanza strategica fondamentale per i traffici commerciali nell’area: se prima i camion che dalla Slovenia intendevano raggiungere Udine erano costretti a transitare per i centri abitati di Sant’Andrea, Mossa e Lucinico, adesso la nuova arteria consente uno snellimento del traffico nei tre centri, con vantaggi evidenti anche in termini di qualità dell’aria. Leggi l'articolo: Aperta la tangenziale di Lucinico dopo un’attesa lunga 45 anni

Quarantacinque anni di attesa. Quarantacinque anni di annunci, clamorosi dietrofront, progetti rimasti a marcire sulla carta, vuote chiacchiere.

Ma da ieri mattina, venerdì 29 dicembre, la 56 bis è una strada aperta, percorribile, utilizzabile da chiunque. Lo è dalle 11.56 precise, quando cioé l’assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio Mariagrazia Santoro, ha tagliato il nastro, scatenando l’applauso liberatorio e la felicità di quanti non hanno voluto mancare a un appuntamento dal sapore storico, viste le tante peripezie e i tanti colpi di scena che nemmeno la fervida mente di uno scrittore di thriller avrebbe potuto immaginare, partorire.



Regione in campo

L’amministrazione comunale, con la collaborazione dell’Azienda provinciale trasporti (Apt), ha voluto anche organizzare un viaggio in corriera per portare autorità, addetti ai lavori, cronisti, semplici cittadini sul confine fra Mossa e Gorizia, dove la 56 bis nasce.

«Questo non è punto di arrivo ma un punto di partenza», le parole della Santoro (presente anche l’assessore Sara Vito). L’opera si è potuta realizzare grazie ai finanziamenti della Regione che ha capito quanto importante fosse realizzare quella bretella per le comunità di Mossa e Lucinico, martoriate dal traffico pesante e dal forte smog.

«Con questa strada rendiamo Gorizia maggiormente accessibile, e in totale sicurezza. Questa è una bella giornata, una festa», ha aggiunto. A fare gli onori di casa i due sindaci: Rodolfo Ziberna (Gorizia) e Elisabetta Feresin (Mossa). Il primo, con grande onestà intellettuale, ha riconosciuto di accingersi ad inaugurare «un’opera di cui non ho alcun merito», in quanto “ereditata” da chi c’era prima.

Per questo, ha voluto avere vicino Ettore Romoli, il sindaco che l’ha preceduto e che «mettendoci tempo, fantasia e tenacia (parole di Ziberna)» ha fatto sì che quella strada non si limitasse a quel triste moncone che moriva in mezzo ai campi. «Questa circonvallazione permetterà a Lucinico e a Mossa di essere liberate dalla morsa del traffico pesante. Il percorso per arrivare alla sua realizzazione e alla sua apertura è stato indiscutibilmente lunghissimo, tortuoso, incerto sino agli ultimi giorni ma quel che è importante è che oggi siamo qui ad aprire questa bretella».

Il ruolo di Mossa

Concetti ripresi e approfonditi dal sindaco di Mossa Elisabetta Feresin che non è andata a braccio (come il primo cittadino di Gorizia) ma ha voluto fare un ragionamento più elaborato, aiutandosi con un testo scritto. «Abbiamo sempre creduto in quest’opera», ha rimarcato, ricordando anche il lavoro svolto dalle amministrazioni precedenti (rappresentate dal sindaco Pierluigi Medeot) e dal compianto vicesindaco Aurelio Russian.

Feresin ha voluto formulare un sincero ringraziamento ai proprietari dei terreni interessati al passaggio della 56 bis «che hanno sottoscritto gli accordi bonari, mostrando grande comprensione per questa realizzazione» e ha puntato l’attenzione sul futuro.

La strada potrà portare benefici anche alle zone industriali di Mossa e di Gorizia che dalle 11.56 di ieri sono molto più vicine grazie alla tangenziale che porta, dritta dritta, anche all’autostrada A34 e, quindi, alla A4.

L’infrastruttura, infatti, riveste un’importanza strategica fondamentale per i traffici commerciali nell’area: sino a ieri, i camion che dalla Slovenia intendevano raggiungere Udine erano costretti a transitare per i centri abitati di Sant’Andrea, Mossa e Lucinico mentre, da ieri mattina, la nuova arteria consente e consentirà uno snellimento del traffico nei tre centri, con vantaggi evidenti anche in termini di qualità dell’aria.

Caratteristiche e costi

A realizzare i lavori è stata l’impresa BB Service di Tolmezzo, per un costo complessivo di circa 3milioni400 mila euro. Il tracciato, lungo 1. 600 metri e largo 10 metri e mezzo, si congiunge con il tratto realizzato nel Comune di Mossa è completato da due nuove rotatorie, un sovrappasso e un sottopassaggio. La tangenziale, permette, fra le altre cose, di collegare l’area industriale di Sant’Andrea alla regionale 56, all’altezza della nuova rotatoria di Mossa.

La cerimonia si è conclusa con il viaggio di ritorno in pullman verso Gorizia percorrendo proprio la nuova tangenziale. «Una strada moderna e costruita con gli ultimi dettami tecnologici e normativi», la sottolineatura di Fvg strade, diventato ente gestore della tangenziale.

 

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