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il caso

A Bicinicco niente profughi Il prefetto ha revocato il Cas

BICINICCO. «Il prefetto di Udine ha revocato il Cas (Centro di accoglienza straordinaria) di Bicinicco e lo ha fatto, come aveva promesso, entro la fine del 2017. I richiedenti asilo ospitati nella...

BICINICCO. «Il prefetto di Udine ha revocato il Cas (Centro di accoglienza straordinaria) di Bicinicco e lo ha fatto, come aveva promesso, entro la fine del 2017. I richiedenti asilo ospitati nella Corte del Sol di Felettis se ne sono quindi andati e nessuno prenderà il loro posto. Né vi saranno richiedenti asilo nella frazione di Griis».

Lo annuncia il sindaco di Bicinicco, Giovanni Battista Bossi, che, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, aveva dapprima rassegnato le dimissioni per manifestare il proprio dissenso sulla gestione del problema dei richiedenti asilo e poi le aveva ritirate di fronte all’impegno del prefetto a revocare il Cas. Il sindaco dal canto suo aveva garantito l’adesione allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), avvenuta in ottobre.

«Abbiamo aderito allo Sprar del Comune di Aiello – prosegue Bossi – per un numero di 6 richiedenti asilo che verranno ospitati ad Aiello e svolgeranno attività lavorativa diurna nel nostro comune. Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda profughi a Bicinicco nonostante sia stato necessario un atto estremo come quello delle mie dimissioni per aprire un tavolo di confronto e di dialogo con il prefetto. L’auspicio è che la maggioranza della Comunità e tutte le associazioni di volontariato contribuiscano all’opera che porrò in essere per un’ottimale accoglienza e integrazione di chi verrà a prestare la propria attività nel nostro territorio”. I richiedenti asilo di Felettis (ne erano rimasti una decina) proseguiranno il progetto di accoglienza nella struttura ricettiva di Palmanova dove erano stati riservati dei posti in previsione del loro arrivo, senza che vi sia un aumento del numero delle persone accolte nella città stellata.

Sul caso interviene anche la consigliera della Lega Nord Barbara Zilli. «La comunità di Felettis – dichiara – può ritrovare la sua serenità. Una battaglia che ha visto la Lega in prima fila a fianco del comitato locale e dei cittadini residenti per difendere il diritto delle comunità a non subire decisioni dannose calate dall’alto. Da Felettis ci arriva un’importante lezione di partecipazione popolare: quando una comunità alza la testa, le istituzioni non
possono voltarle le spalle. La vittoria di Felettis resta comunque una magra consolazione – conclude – perché se da un lato una comunità può tirare un sospiro di sollievo, un’altra si vedrà vittima del fallimentare modello di accoglienza diffusa targata Pd e Serracchiani». (m.d.m.)

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