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Il sindaco Sergon dice no a un Comune unico del Collio

CAPRIVA. Comune unico del Collio, come proposto dal consigliere cormonese di centrosinistra Edoardo Mauri? Dopo il no del sindaco di Dolegna, Diego Bernardis, arriva la contrarietà alla proposta...

CAPRIVA. Comune unico del Collio, come proposto dal consigliere cormonese di centrosinistra Edoardo Mauri? Dopo il no del sindaco di Dolegna, Diego Bernardis, arriva la contrarietà alla proposta anche da parte del primo cittadino di Capriva, Daniele Sergon.

«Ritengo ci sia un livello minimo per cui sia strettamente necessaria una municipalità - sottolinea - che non si fa però con la calcolatrice e il righello ma è determinata tramite la storia, i servizi comunali da erogare e un territorio da monitorare e gestire, quindi probabilmente alcune di esse possono non essere così strettamente necessarie come un tempo causa chiusura di scuole e diminuzione di residenti: sono convinto però che la gestione dei sindaci dei piccoli Comuni sia la più efficiente, economica, dettagliata e curata possibile». «Eroghiamo gli stessi servizi - prosegue Sergon - costando molto meno di altri, perché il dettaglio e la partecipazione vengono ottimizzati al massimo valore».

Secondo Sergon inoltre le fusioni «Partono dal basso e non con le chiacchiere di fantapolitica - punge -: i sindaci in prima persona devono lavorare per portare a compimento dei percorsi per cui ci vogliono decenni, partendo dalle comunità, dalle associazioni, dai servizi».

«Se si vuole che la gente accetti e sia convinta e partecipe - aggiunge Sergon - si deve fare così, altrimenti le bastonate prese ai referendum sono quello che si meritano gli amministratori che vogliono imporre fusioni a tavolino».

Sergon riassume così, di fatto, la propria posizione: «Non contrario a priori, ma per Capriva non vedo assolutamente nessun percorso possibile da intraprendere in quest'ottica: fermo restando che poi c'è la storia, che non si cancella, e che racconta come Capriva fosse stata legata ad altre comunità sotto una stessa municipalità: Moraro, San Lorenzo e Mossa. Comunità simili, stesse esigenze, stesse caratteristiche, ed è eventualmente a queste realtà che si dovrebbe guardare. Propongo quindi più Caprive in Friuli Venezia Giulia, e meno Grandi Comuni, oltre a unioni vere dove
poi qualche matrimonio potrebbe anche avvenire».

E oltre a ciò, Sergon individua un possibile "Sub Ambito” del Collio formato da Cormons, Dolegna del Collio, Medea, Capriva del Friuli, Moraro, San Lorenzo Isontino, Farra d’Isonzo, Mossa e San Floriano del Collio. (m.f.)

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