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Reti fognarie e scuole, in Fvg 50 milioni dal Cipe

Trenta serviranno per sistemazioni idrauliche e impianti di depurazione. Serracchiani: «Sono opere subito cantierabili»

TRIESTE. Accelerare sul potenziamento del sistema fognario e di depurazione delle acque del Friuli Venezia Giulia, i cui pesanti ritardi sono sul punto di provocare una procedura d’infrazione europea da decine di milioni. È quanto si propone di fare la Regione grazie allo stanziamento da 30 milioni, riconosciuto ieri a Roma dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, che ha previsto per il Fvg un impegno complessivo da quasi 50 milioni, che serviranno anche per interventi di edilizia scolastica e il rifacimento della viabilità nell’area di Rigolato.

«Queste ingenti risorse sono un’ulteriore prova – commenta la presidente Debora Serracchiani – della concreta capacità dell’Amministrazione regionale di interloquire autorevolmente con il governo, in quanto abbiamo proposto nei diversi settori opere immediatamente cantierabili». Il piatto forte sono comunque le risorse finalizzate a tappare alcune falle in ambito idrico.

La sola Trieste otterrà 4 milioni, di cui metà necessari per la messa in sicurezza del rio Chiave, che scorre da via Settefontane e sfocia in Porto vecchio, passando per via Carducci. Gli altri due milioni daranno forza a opere di difesa di altri corsi d’acqua nel capoluogo. L’intervento sul Chiave, agli onori delle cronache per la manutenzione straordinaria di cui è oggetto via Carducci per il rischio di cedimento strutturale della carreggiata, era già inserito nei lavori finanziati con i 50 milioni destinati in passato al polo del Porto vecchio, ma la finalizzazione culturale ha impedito di spendere per il riordino dei fiumi sotterranei. Una necessità cui risponde ora, almeno in parte, la misura del Cipe.

La maggioranza dei 30 milioni andrà tuttavia a supporto di 21 «opere di sistemazione idraulica, estensioni di reti fognarie, adeguamenti di impianti di depurazione», spiega l’assessore Sara Vito. Un lavoro che la Regione ha avviato da tempo, davanti a «criticità sedimentate negli anni – continua Vito – che avevano assoluto bisogno di una risposta determinata e risolutiva». E così, dal 2013 a oggi, sono cento i milioni investiti sulla depurazione, di cui metà per il solo impianto di Servola a Trieste. Con le nuove risorse si potranno ora mettere in campo opere di caratura inferiore ma ugualmente fondamentali nel quadro della rete regionale, a cominciare dai 3 milioni ciascuno per Savogna d’Isonzo, Pordenone e Terzo di Aquileia per il potenziamento della rete fognaria.

Importi fra 700mila e 1,5 milioni di euro saranno destinati per le medesime finalità a Prata di Pordenone, Brugnera, Maniago e San Giorgio della Richinvelda. Sul versante della messa in sicurezza idrogeologica, oltre a quanto già rilevato per Trieste, «possiamo finalmente affrontare alcune questioni storiche – conclude l’assessore – quali la roggia San Giusto a Monfalcone e le frane di Tarcento, e avviare finalmente interventi a difesa di edifici e infrastrutture intorno al colle di Osoppo e interventi di recupero sulla sponda destra del Torre». Una somma di poco inferiore a 2 milioni è destinata al consolidamento delle arginature del Livenza, mentre 1,7 milioni saranno impiegati per il ripristino della roggia.

Dal Cipe arrivano inoltre quasi 10 milioni per la sistemazione di quattro edifici scolastici. A Trieste si potrà provvedere all’adeguamento antisismico e alla messa in sicurezza della struttura di via Sant’Anastasio, che ospita le scuole Manna e Corsi: due i milioni di euro per il primo lotto. A Savogna il finanziamento di 1,6 milioni permetterà di costruire un nuovo edificio da destinare a scuola materna slovena, mentre l’adeguamento antisismico del liceo Grigoletti di Pordenone e della scuola media di Pradamano costeranno complessivamente oltre 6 milioni. L’ultima voce è costituita dalla variante di Rigolato: «Siamo passati in brevissimo tempo

dalla progettazione ai finanziamenti e ora siamo pronti ad avviare la realizzazione», rivendica l’assessore Mariagrazia Santoro in riferimento alla costruzione di una nuova strada capace di aggirare l’abitato del paese della montagna friulana, attualmente attraversato da molti mezzi pesanti.

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