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Medea 

Vidoz incontra gli atleti della “Schultz”

MEDEA. Vent’anni di storia, di sport e di amicizia vissuti per l’integrazione sociale delle persone disabili. A festeggiarli è stata l’Associazione sportiva dilettantistica “Giuliano Schultz” di...

MEDEA. Vent’anni di storia, di sport e di amicizia vissuti per l’integrazione sociale delle persone disabili. A festeggiarli è stata l’Associazione sportiva dilettantistica “Giuliano Schultz” di Medea, società nata nel 1997, che ha sede presso il centro residenziale “Villa Santa Maria della Pace”. L’anniversario del ventennale è stato celebrato dall’amministrazione comunale di Medea con una significativa cerimonia che si è tenuta nella sala consiliare alla presenza di dirigenti, atleti, tecnici e simpatizzanti della “Giuliano Schultz”. Il sindaco Igor Godeas per questa giornata celebrativa ha invitato a Medea come ospite e testimonial d’eccezione il pugile goriziano Paolo Vidoz perché è stato un vero uomo di sport che ha raggiunto grandi risultati sportivi, mettendo sempre in primo piano l’umiltà. L’ex pugile è stato entusiasta di questo invito e ha contagiato un po’ tutti i presenti con la sua simpatia e allegria. «Sono molto contento – ha detto Vidoz –di trovarmi in mezzo a persone che praticano lo sport. Gli sportivi sono le persone migliori e anche quelle più educate. Purtroppo tra gli sport praticati dall’associazione Schultz non c’è la boxe: avrei potuto dare qualche consiglio». Il sindaco Godeas ha messo in evidenza che la “Schultz” ha portato il nome di Medea in tutto il mondo e c’è da ringraziare i dirigenti, gli atleti e le famiglie per quanto hanno fatto in questi anni. Il coordinatore tecnico Luciano De Mitri e il presidente Faustino Secolin hanno ripercorso in sintesi la storia del sodalizio e dei suoi successi. La società si è distinta nel basket, nell’atletica leggera, nel nuoto, nelle bocce e nel tennis tavolo. Tra i risultati più significativi, accanto ai numerosi titoli italiani ed europei, si registra nel 2007 l’impresa dell’atleta Maurizio Dal Bello, campione mondiale a Shanghai. «Al di là dei risultati ottenuti – hanno sottolineato De Mitri e Secolin– il maggior successo per la “Schultz” è stato
aver vinto la diffidenza iniziale da parte di chi non credeva che ragazzi disabili potessero fare lo sport e raggiungere questi livelli. Essere riusciti a far capire che lo sport per questi ragazzi significa integrazione e aggregazione sociale è il vanto migliore». (m.s.)



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