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Mossa, finisce l’incubo radon nelle scuole

I nuovi macchinari installati dal Comune funzionano. A confermarlo l’Arpa. Il sindaco Feresin: «Obiettivo raggiunto»

MOSSA. La vicenda-radon nelle scuole di Mossa non era, certamente, partita con il piede giusto. Nel senso che l’amministrazione comunale aveva pensato (giustamente) a risolvere subito il problema, senza però avvisare (grave errore) le famiglie.

Ma oggi le cose si sono messe per il verso giusto. È stato risolto pressoché definitivamente il problema del radon nelle scuole materna ed elementare di Mossa. La relazione tecnica sulle misure di concentrazione del gas rilevato e trasmessa dall’Arpa testimonia inequivocabilmente la bontà del funzionamento del sistema installato da anni e migliorato ulteriormente attraverso l’inserimento di macchinari di ultima generazione deputati proprio a tale finalità.

Sin dalla presenza delle prime tracce di rilevamento il Comune di Mossa, in collaborazione con l’Azienda sanitaria e con l’Arpa, si era attivato per tutelare l’incolumità dei bambini e delle maestre nonché dei frequentatori tutti delle scuole affrontando il problema con investimenti sostenuti dalla sensibilità della Regione. Il monitoraggio continuo dei dati aveva suggerito, in particolare lo scorso anno, di rafforzare ulteriormente il metodo scelto per garantire anche un grado di abbattimento del radon pressoché uniforme in tutte le aule delle due scuole del paese. Le scelte operate dai tecnici specializzati si sono rivelate coerenti con le finalità da perseguire e il monitoraggio Arpa lo testimonia.

«Non possiamo non ritenerci sufficientemente soddisfatti - sottolinea il sindaco Elisabetta Feresin – per l’obiettivo raggiunto che qualifica la volontà dell’amministrazione di garantire scuole sicure a tutela dei bambini e degli operatori che le frequentano. Non verrà mai meno l’impegno del Comune in tal senso, nel logico rispetto della disponibilità delle risorse e della priorità di scelte di utilizzo delle stesse».

Nella relazione, il tecnico fisico Silvia Pividore rimarca: «le misurazioni effettuate mostrano come l’azione di rimedio adottata produca una significativa diminuzione della concentrazione di radon indoor, in entrambi gli edifici, sia con funzionamento in continuo sia con funzionamento temporizzato. Si ritiene pertanto che gli interventi realizzati siano idonei per ridurre i valori di concentrazione di radon indoor, anche con funzionamento temporizzato». Le misurazioni - si legge nella relazione - hanno interessato quattro periodi contigui: durante il primo (dal 30 marzo al 6 aprile) e il terzo periodo (dal 13 al 4 maggio) gli impianti sono stati spenti
(azione di rimedio disattivata), nel secondo periodo (dal 6 al 13 aprile) gli impianti sono stati accesi con funzionamento in continuo 24 ore su 24; nel quarto periodo (dal 4 al 18 maggio) gli impianti sono stati fatti funzionare in maniera temporizzata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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