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Trieste, la morte di Diego causata da un’embolia

Prima indicazione emersa dagli esami del medico legale. Chiesto il nulla osta per i funerali. Udienza davanti al gip a marzo

TRIESTE Un’embolia grassosa massiva, polmonare e celebrale, conseguente alla frattura del femore. Questa la probabile causa del decesso di Diego Emili, il diciassettenne morto all’ospedale di Cattinara tre giorni dopo l’incidente stradale avuto in strada di Fiume la sera del 3 dicembre scorso. È quanto emerso dall’esame sul corpo del giovane eseguito ieri mattina dal medico legale Lorenzo Desinan, incaricato dal pubblico ministero appunto di far luce sulla tragedia. All’esame hanno assistito anche i consulenti di parte nominati dai legali dei sette medici di Cattinara, tutti indagati per omicidio colposo dalla Procura della Repubblica, il consulente della famiglia del ragazzo e quello di Michela Biscaro, la studentessa di Medicina alla guida dell'automobile contro la quale si è scontrato lo scooter di Diego. Per lei l’accusa è omicidio stradale.

Diego Emili in una foto tratta dal...
Diego Emili in una foto tratta dal suo profilo facebook


Come detto, secondo i primi riscontri, la frattura del femore - che determina anche un’intensa emorragia -, avrebbe generato delle complicazioni seguite da danni cardiaci, risultate appunto fatali per il giovane. L’embolia grassosa si verifica generalmente in seguito alle fratture delle ossa lunghe, tra cui appunto il femore, proprio come è accaduto a Diego. La letteratura medica indica proprio nei giovani di sesso maschile con fratture di ossa lunghe i soggetti che presentano il più alto rischio di andare incontro ad un’embolia di questo tipo. Desinan, che per ulteriori accertamenti chiesti dal pm si avvarrà della consulenza di un medico anestesista, ora avrà sessanta giorni di tempo per svolgere l'incarico, effettuare gli esami istologici e depositare la propria relazione, che verrà esposta ed esaminata nel corso dell'udienza che il Gip Giorgio Nicoli ha fissato per il prossimo 20 marzo. In quella data Nicoli chiuderà l'incidente probatorio e rimetterà gli atti al pubblico ministero, Cristina Bacer.

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Per i legali dei medici indagati dalla Procura, i primi risultati escluderebbero una responsabilità di carattere sanitario. «L’embolia grassosa è una patologia non prevedibile e non curabile, che esclude una responsabilità medica, - sostiene Damijan Terpin, il difensore di uno dei medici raggiungi dal l'avviso di garanzia -. Mi attendo pertanto che venga al più presto archiviata la posizione del mio assistito, così come di tutti gli altri medici coinvolti».

Di parere differente invece il legale della famiglia di Diego, Paolo Bevilacqua. L’avvocato ritiene sia prematuro esprimersi su quanto emerso ieri mattina dall’indagine sul corpo del giovane, ritenendo che solo dai risultati dell'esame istologico sarà possibile avere maggior chiarezza. «Non ci accontenteremo di sapere cosa ha determinato la morte, - dichiara -. Andrà capito se e in quali termini un evento come l'embolia grassosa poteva essere intercettato preventivamente - dichiara -. Nelle fasi della gestione clinica del ragazzo - si chiede Bevilacqua - dal trasferimento dal pronto soccorso alla sala operatoria, e dalla sala operatoria alla rianimazione, è stato osservato con assoluta puntualità ogni protocollo tenuto conto della prevedibilità di questo evento?». Il ragazzo pochi minuti dopo l'incidente era stato soccorso dal personale del 118 e quindi portato all’ospedale di Cattinara per le cure del caso.

Il colpo aveva causato una frattura scomposta del femore. Il giovane però non era svenuto. Né avrebbe dato altri gravi segnali di malessere. Diego ha continuato a restare cosciente anche all'ingresso in sala operatoria per l'intervento di riduzione della frattura al femore. Ma da quell'operazione non si è più risvegliato e mercoledì 6 dicembre i medici hanno dovuto constatarne la morte.

Bevilacqua depositerà nelle prossime ore la richiesta per ottenere il nulla osta per consentire ai familiari di Diego di celebrare il funerale.

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