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Bramme via mare saltando Portorosega

Accordo tra Metinvest e Fratelli Cosulich per raggiungere direttamente Porto Nogaro. Cinque le navi in rada, forse le ultime

Cinque navi in rada cariche di bramme pronte a scaricare a Monfalcone. E che probabilmente adotteranno la stessa tecnica che ha adottato la Ata, la nave battente bandiera panamense che a fine novembre ha fatto il primo esperimento per portare il carico quasi tutto via mare. Una parte, un terzo, scaricato nel porto di Monfalcone, quanto basta per sollevarsi sul mare e pescare meno, il necessario per arrivare direttamente a San Giorgio di Nogaro, attraverso il canale Aussa Corno, dove, a poca distanza, ci sono gli impianti siderurgici.

Ha avuto successo la prima spedizione che è stata organizzata dalla Fratelli Cosulich di Trieste assieme alla Metinvest per i carichi provenienti dal porto ucraino di Mariupol. L’obiettivo era quello di andare con la gran parte del carico via mare direttamente a San Giorgio di Nogaro per diminuire il pesante (e costoso) traffico di bramme via gomma con i Tir sulle strade provinciali. Ora c’è il trucco dello scarico a Monfalcone di una parte delle bramme, ma in futuro il trasporto potrebbe avvenire direttamente via mare saltando Monfalcone con le navi che fanno spola tra Mariupol e San Giorgio di Nogaro

Da una parte c’è giustamente la guerra dei sindaci delle varie località e dei residenti alle prese con il traffico che è anche pericoloso e ingombrante. Ma dall’altra parte c’è anche, da fine novembre, la nuova politica degli incentivi che ha messo in piedi la Regione, per eliminare il traffico di Tir, che ha stanziato 3milioni di euro che verranno spalmati tra la fine del 2017 e il 2018. Per la modalità marittima, come è noto, sono stati stanziati 228mila euro entro la fine dell’anno e nel 2018 altri 800 mila, circa 200 euro a bramma trasportata via mare.

C’è anche l’incentivo via ferrovia (400mila euro nel 2017, 1milione e 600mila nel 2018), ma ci sono ancora verifiche in corso con Rfi per problemi tecnici della tratta. E anche se in realtà si sono affacciati alcuni operatori per il nuovo bando (tre o quattro le domande arrivate da imprenditori logistici) la nuova operazione tra Metinvest e Fratelli Cosulich potrebbe far prevalere la tratta Mariupol-San Giorgio via mare saltando del tutto non solo lo scalo di Monfalcone ma anche quello di Trieste.

Il gruppo ucraino e il partner italiano infatti, come confermano la gran parte dei servizi di informazione del settore logistico italiani e stranieri (da Ship2Shore a S&P Global fino a PortSEurope) hanno sviluppato uno specifico progetto per incrementare la stazza delle navi che possono andare via mare attraverso il canale Aussa Corno verso Porto Nogaro. Un metodo, spiegano gli stessi protagonisti che consentirà a Metinvest di «ridurre di 4,4milioni di euro l’anno il costo della fornitura di prodotti metallici all’Italia destinati in gran parte allo stabilimento della Trametal di San Giorgio».

A dare la notizia è stata la stessa Metinvest con il quale la Fratelli Cosulich ha costituito nei mesi scorsi una joint venture per fare business in Italia. Metinvest in pratica ha ottenuto «il permesso di scalare a Porto Nogaro con navi fino a 15-16mila dwt (unità di misura del tonnellaggio di portata lorda) contro le 7mila di prima». E si spiega anche che l’obiettivo è raggiungere San Giorgio senza prima sbarcare a Trieste o Monfalcone. «Una rottura di carico - dice Metinvest - che oltre a incidere sui costi dell’operatore siderurgico presenta elementi negativi per il territorio visto l’utilizzo dei Tir». La nave utilizzata nel primo test pesca 8 metri,
troppi per i 6,2 dell’Aussa Corno. Ora il progettop si affina con navi dimensionate a questi fondali. E oltre al risparmio di 4,4 milioni Fratelli Cosulich e Metinvest si dicono pronte a «partecipare ai bandi regionali per utilizzare anche gli incentivi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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