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Alunni stranieri obbligati a “emigrare”

Superata la quota del 30% i bimbi che non parlano italiano dovranno spostarsi, se necessario, anche fuori Comune

Per mantenere attorno al 30% la percentuale di stranieri non italofoni nelle classi della città il Comune di Monfalcone non esita a coinvolgere il territorio circostante. Quello dell’Ambito scolastico 4, quello che in sostanza va da Fogliano a Grado. Va in questa direzione l’intesa raggiunta giovedì con l’Ufficio scolastico provinciale e i due istituti comprensivi cittadini per arrivare a comporre il prossimo anno scolastico delle classi “equilibrate” nei plessi cittadini, dove gli stranieri ora vanno dal 14% della media Randaccio al 59% della Sauro.

Il sindaco Anna Cisint ritiene che la necessità di uno spostamento di alunni fuori Monfalcone non si presenterà. «Siamo però pronti ad attuarlo, garantendo i trasporti scolastici non solo in ambito cittadino», ha detto ieri, illustrando l’accordo assieme Cristina Barletta, delegata dalla responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale Valentina Feletti (presente al tavolo), alla dirigente scolastica dell’Ic Randaccio Anna Russo e al dirigente scolastico dell’Ic Giacici Flavio Petroni. Di certo a Monfalcone, dove l’operazione non va a toccare il pregresso, i bambini in ingresso all’infanzia, alla primaria e alla media potrebbero non frequentare la scuola scelta dalla loro famiglia.

I genitori si troveranno a fronteggiare la novità già dal 16 gennaio, con l’apertura delle iscrizioni al nuovo anno scolastico. Nella modulistica di iscrizione sarà presente un testo con cui le famiglie in sostanza sono chiamate a dichiarare di aver preso visione dei criteri stabiliti e quindi che «la scelta della scuola espressa in sede di domanda di iscrizione non è vincolante per l’Istituto comprensivo». Le iscrizioni alle classi iniziali di ogni ordine e grado saranno inoltre «distribuite in maniera equilibrata tra le scuole del territorio» in base al fatto che si tratti di alunno ripetente l’anno scolastico in corso, bambino disabile, bambino con fratello o sorella che frequenterà l’anno scolastico 2018-2019 lo stesso plesso per il quale si chiede l’iscrizione e alla continuità nei passaggi alle scuole di diverso ordine e grado all’interno dello stesso comprensivo.

Stando ai dati dell’Ufficio anagrafe, l’operazione coinvolge potenzialmente al momento 807 bambini e quindi quasi altrettante famiglie. Il Comune si attende l’ingresso nella scuola dell’infanzia di 297 alunni, in aumento sull’attuale anno scolastico (248 bambini), di 242 alla primaria (contro 261) e di 268 alla media. Non solo il sindaco ieri, ma anche la rappresentante dell’Ufficio scolastico provinciale si è detta soddisfatta del percorso avviato, «anche se impegnativo». «Affrontare il tema era un primo passo doveroso – ha riconosciuto il dirigente dell’Ic Giacich Petroni –, anche se ci sono tante situazioni da affrontare assieme tra i due comprensivi. Trasferire eventualmente i bambini, quando le famiglie hanno chiesto una sede, sappiamo che non è semplice». Uno spostamento di alunni stranieri non italofoni se consistente dovrebbe inoltre essere controbilanciato da un movimento inverso di alunni. Pena la chiusura di classi e quindi di docenti.

È certo importante, secondo Petroni, che il Comune abbia messo a disposizione i trasporti. Tutte le parti si sono già impegnate a ritrovarsi alla conclusione delle iscrizioni, dopo il 6 febbraio, per fare il punto e gestire sotto il profilo operativo il piano a fronte dell’esito delle iscrizioni stesse.

Dalle scelte che effettueranno i genitori dei bambini in ingresso alla materna dipenderà anche l’esito della risposta del Miur sulla trasformazione della scuola dell’infanzia di via Roma da paritaria a statale, come ha spiegato il sindaco. Cisint ha però ribadito ancora come il Comune sia
pronto a fare un passo indietro se la parrocchia di Sant’Ambrogio cambiasse idea sulla chiusura della scuola. Della situazione, anche scolastica, di Monfalcone il sindaco ha inoltre parlato con il prefetto di Gorizia in visita in città in questi giorni.

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