Quotidiani locali

Vai alla pagina su Giulio Regeni
Sul caso Regeni l’Egitto consegna nuove carte
esteri

Sul caso Regeni l’Egitto consegna nuove carte

Scambio di documenti nel vertice fra magistrati al Cairo. L’Espresso: gli italiani hanno indicato i nomi dei responsabili. Attesa per l’analisi delle telecamere

ROMA. Nuovi tasselli per cercare la verità sulla morte di Giulio Regeni. «Elementi probatori» inediti sono stati consegnati dal team investigativo egiziano nel nuovo incontro al Cairo cui hanno partecipato ieri il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, il titolare del fascicolo romano dell'indagine, Sergio Colaiocco e il procuratore della Repubblica Araba Egitto, Nabel Sadek. Un nuovo confronto, il primo da agosto scorso, per fare il punto sulle indagini relative al sequestro, alla tortura e alla morte del ricercatore universitario originario di Fiumicello trovato senza vita il 3 febbraio del 2016 sulla strada fra la capitale e Alessandria d'Egitto.

Il vertice era stato annunciato domenica dal ministro degli Interni, Marco Minniti, che al Cairo aveva incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Pochi giorni prima le autorità egiziane, tramite l'ambasciatore italiano al Cairo, avevano affidato al legale della famiglia Regeni atti dell'inchiesta svolta nella capitale egiziana negli ultimi mesi. Rilevanze investigative che sarebbero state al centro anche dell'incontro di ieri, in cui i magistrati - si legge in una nota congiunta diffusa dopo la riunione - hanno proceduto «a una approfondita disamina dei nuovi elementi che i due uffici si sono scambiati».

Ma c’è dell’altro. I magistrati italiani hanno illustrato «una articolata e attenta ricostruzione dei fatti - prosegue la nota - effettuata dalla polizia giudiziaria italiana sulla base degli atti fin qui consegnati dall'Egitto in via rogatoriale, da ultimo in data 14 agosto scorso. La procura generale egiziana ha ricevuto una copia dell'informativa e proseguirà, quindi, le indagini sulla base delle ipotesi investigative formulate dai due uffici». Gli inquirenti italiani - secondo quanto rivela l’Espresso sul proprio sito web - hanno consegnato agli omologhi egiziani «una dettaglia ricostruzione redatta dagli investigatori italiani del Ros e Sco che per mesi hanno incrociati dati e tabulati sulla base delle carte consegnate». In quella ricostruzione ci sono - così ancora L’Espresso - i nomi di nove ufficiali della National Security, il servizio segreto civile egiziano, e del Dipartimento di polizia investigazioni municipali del Cairo, responsabili di avere tenuto sotto osservazione Regeni o responsabili della messa in scena che nel marzo 2016 portò all’uccisione di cinque persone che l’Egitto accreditò come autori del sequestro del ricercatore.

Ieri intanto il numero uno di piazzale Clodio e il procuratore Sadek hanno anche analizzato lo stato di avanzamento dei lavori della società tedesca incaricata del recupero dei video della metropolitana del Cairo. Un lavoro complesso che punta ad individuare, tramite l'analisi delle telecamere a circuito chiuso, la presenza di Giulio o soggetti «di interesse investigativo» nell'area delle fermate

della metro dove Regeni abitava.

L'attenzione degli inquirenti italiani si sposta, ora, sulla professoressa dell'Università di Cambridge, Maha Mahfouz Abdel Rahman, tutor della ricerca di Regeni, che sarà interrogata a gennaio.
 

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro