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Schianto in Costiera Muore un motociclista

Paolo Giudici di 44 anni è finito contro il guardrail a Sistiana

Il rombo del motore lungo la Costiera verso Sistiana poi, quasi alla fine della strada, la perdita di controllo della moto. La caduta sul fianco e la lunga scivolata sull’asfalto per diversi metri, fino al tremendo schianto contro il guardrail. Ha perso la vita così Paolo Giudici, 44 anni, nato a Trieste, ma residente da anni a Pieris, nel comune di San Canzian.

Erano da poco passate le 23 di mercoledì e Giudici era di ritorno a casa, da Trieste, a bordo della sua Yamaha Mt07. Stava procedendo sulla Costiera quando, all’altezza del belvedere di Sistiana, in un tratto dove la strada curva a destra, il motociclista ha perso il controllo del mezzo e ha tagliato la curva andando dritto. Poi la caduta e lo schianto tremendo contro il guardrail della corsia opposta, quella di sinistra sul lato contrario al senso marcia. Alcuni automobilisti di passaggio si sono fermati e, intuendo le gravissime condizioni dell’uomo, hanno immediatamente chiamato i soccorsi.

Una corsa contro il tempo quella dei sanitari del 118. Corsa che purtroppo è risultata vana. La gravità dei traumi subiti dal 44enne era tale da far escludere qualunque possibile intervento di rianimazione e i medici non hanno potuto che constatare la morte del centauro. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della Stradale che ha messo in sicurezza il tratto interessato per evitare ulteriori incidenti. Gli agenti hanno poi provveduto ai rilievi di legge per ricostruire le dinamiche dell’incidente.

Paolo Giudici era nato a Trieste ed era cresciuto a Visogliano, una frazione del comune di Duino Aurisina. Da diversi anni, come detto, si era trasferito a Pieris per lavorare nel vicino centro commerciale Bennet. Da qualche tempo però Paolo aveva cambiato impiego, approdando all’Eurospar di Monfalcone, e contava di potersi trasferire a breve in un altro supermercato a Trieste.

«Era una persona solare, sportiva e amava la vita profondamente. Era uno spirito libero», a parlare è Andrea Giudici, fratello maggiore di Paolo. I genitori Sonia e Ermanno, distrutti dalla pena, si sono rifugiati in un doloroso silenzio. «Paolo era un puro e adorava stare a contatto con la natura - aggiunge Andrea Giudici -. Faceva spesso lunghissimi giri in bicicletta, a bordo della sua mountain bike sul Carso triestino. Tanto amante dello sport, quasi da non dimostrare i suoi 44 anni che portava in maniera splendida. Poi c’era la moto tra le sue grandi passioni. Da pochi mesi aveva acquistato un nuovo modello che adorava. Era un attento guidatore, molto esperto. Tanto da preferire la motocicletta all’auto, che usava solo di rado quando proprio era obbligato. Quanto successo è una tragedia che proprio non ci spieghiamo. Forse ha avuto un malore o un colpo di sonno. Sta di fatto che è finito contro il guardrail che non gli ha lasciato scampo. L’unico conforto nel profondo dolore che stiamo vivendo in queste ore, è il fatto che se ne è andato mentre stava facendo una cosa tra quelle che più amava: andare in moto».

«Ho saputo della sua morte a qualche ora dall’accaduto e non potevo crederci», ha dichiarato Giuliano Felluga, amico ed ex compagno di scuola di Giudici. «Lo avevo incontrato appena 20 giorni fa, ovviamente a bordo della sua splendida moto. Quando mi ha visto si è fermato ed è sceso per abbracciarmi. Era fatto così, una persona buona, di cuore e un grande amico. Abbiamo chiacchierato diversi minuti ed era felice quando
mi ha descritto la nuova motocicletta. La adorava perché era un vero biker. Una persona libera con un modo di pensare aperto e gentile. Davvero non posso credere che non ci sia più. Il suo ricordo rimarrà impresso nelle memoria dei tanti amici che aveva».

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