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Migranti, i “saggi” dicono no al referendum a Grado

La Commissione dichiara inammissibile il quesito: «È fuorviante. E l’accoglienza non è un tema di competenza locale»

GRADO. La Commissione dei “saggi” ha dichiarato non ammissibile il referendum proposto dal Comitato Grado No Immigrati. Un brutto regalo di Natale per il Comitato e per le centinaia di persone che avevano sottoscritto l’istanza. Il quesito “Siete d’accordo con la decisione del sindaco di accogliere: richiedenti asilo, profughi, immigrati irregolari e clandestini nel territorio del Comune di Grado? ” aveva raccolto 192 firme. La Commissione composta dal segretario generale del Comune Salvatore di Giuseppe, dal Giudice di pace Giuseppe La Licata e dall’avvocato designato dall’Ordine Francesco Donolato si è riunita il 7 e il 15 dicembre per esaminare il quesito ed esprimere il giudizio di ammissibilità, così come previsto dal Regolamento comunale.

Per due specifiche motivazioni la Commissione ha bocciato il quesito proposto che, secondo il parere di tanti, era da modificare. Invece è stato dichiarato direttamente non ammissibile. La Commissione ha preliminarmente esaminato la regolarità della procedura di acquisizione delle 192 firme raccolte dal Comitato promotore. E sin qui tutto bene. Del resto erano state raccolte e verificate dagli addetti dell’Ufficio anagrafe del Comune. Poi ha proceduto all’esame della relazione illustrativa prodotta dal coordinatore del Comitato Renato Bonaldo. Il primo aspetto preso in considerazione è stato quello che un referendum consultivo deve, come previsto da Regolamento comunale, avere per oggetto materie di «esclusiva competenza locale». Sempre secondo la Commissione la materia invece è regolata dal Decreto legislativo contenente il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e la norma sulla condizione dello straniero.

Con ciò ritenendo che la materia oggetto della proposta di consultazione «non sia compresa tra quelle di esclusiva competenza locale». Tuttavia, nonostante questo aspetto fosse sufficiente per dichiarare la richiesta non ammissibile, la Commissione ha esteso l’analisi al contenuto, rilevando che «il quesito è basato su un provvedimento del sindaco inesistente e quindi su un presupposto errato», dichiarando quindi il quesito stesso irricevibile. Inoltre, nella decisione della Commissione notificata al Comitato è scritto che «il quesito nel riferirsi all’accoglienza di immigrati irregolari e clandestini, non consentita per legge, diventa fuorviante e rende impossibile la risposta». Salvatore di Giuseppe, Giuseppe La Licata e Francesco Donolato, i tre componenti della Commissione, hanno concluso l’atto affermando che, «pur nella considerazione che il referendum potrebbe avere un elevato interesse locale per la particolare condizione di Grado quale località turistica», «il quesito proposto per un referendum consultivo che abbia ad oggetto il tema dell’accoglienza e dell’immigrazione sia inammissibile».

Stringatissimo il commento del sindaco: «La commissione ha cassato il quesito proposto con delle motivazioni a nostro avviso scontate. Infatti, parla di una presunta mia dichiarazione», di una scelta in sostanza «che, di fatto, non è mai stata presa in merito all'accoglienza di richiedenti asilo». Qualcosa di più afferma il capogruppo di OpenGrado, Greta Reverdito: «Avevamo già espresso delle perplessità sul quesito che si sono rivelate esatte. Nonostante tutto, noi ribadiamo la nostra apertura nei confronti di un referendum, Rurché utile e in linea con il regolamento, come abbiamo già dichiarato precedentemente». Un commento diverso,

la fa Maurizio Delbello, consigliere comunale e referente gradese di Fi: »Secondo noi l’argomento è di competenza locale e il sindaco ha espresso la sua opinione con tante dichiarazioni pubbliche anche in Consiglio comunale e dinnanzi al Prefetto. Aggiungo: non finisce qui».

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