Quotidiani locali

Dialetto e tradizioni in piazza Grado celebra il suo Teatro

Festa per i 30 anni del gruppo che porta la cultura locale fra concittadini e turisti Il riconoscimento del sindaco Raugna: «È il fiore all’occhiello della comunità»

GRADO. Valorizzare il dialetto e far conoscere la storia, la realtà e le leggende gradesi attraverso il teatro. È in sintesi quanto sta facendo da trent’anni – e l’altra sera è stato ricordato proprio questo anniversario – l’Associazione Grado Teatro, sorta sulle ceneri del Piccolo Teatro Città di Grado. Tutte cose che Grado Teatro propone non sono per i gradesi ma anche per i turisti, tant’è che il palcoscenico principale sono le piazzette del centro storico (e peccato che non sia più da anni disponibile Campo San Niceta, occupato dalle piazze dei ristoranti). «Il nostro teatro – ha detto la presidente della compagnia Sonia Zuberti – nasce dalla semplicità di tecniche teatrali che hanno lo scopo di far ritrovare nello spettacolo, nel linguaggio, la storia di Grado e far condividere a chi vi assiste il vissuto e le emozioni dei nostri antenati». Il teatro gradese vuole essere, infatti, vicino al pubblico, rispolverando la storia, anche reinterpretandola, e magari inventandola. Ma non può allontanarsi dai temi popolari perché Grado è isola di pescatori e di turismo, quindi ecco ripetersi la vita dell’Isola, i suoi ritmi, le sue maree e gli austriaci che hanno reso particolarmente felice l’Isola stessa. Ma non solo Grado. Grazie al legame che il direttore artistico Tullio Svettini, esule di Rovigno, ha sempre mantenuto con le comunità di istriani, non sono mancate rappresentazioni fatte anche in varie località dell’Istria, ma pure in giro per l’Italia come con “Cisterna – Istria terra amata” di Bruno Nascimbeni, che ha spaziato dal Lazio alla Lombardia alla Sardegna.

Grado Teatro, come ha ricordato Svettini, è finita anche in tv alla Rai che ha trasmesso l’intera commedia “L’Oro de Atila” portata in scena dalla compagnia teatrale gradese. Soci fondatori di Grado Teatro furono Tullio Reggente, gli stessi Svettini e Zuberti, Stefano Gaddi, Mariano Dudine, Marco Aiello, Luigina Bonetti e Loris Mosetti. A sostenere l’iniziativa fu il compianto Luigi Laganà. Come autori locali indubbiamente il più prolifico è Giovanni Marchesan Stiata, ma Grado Teatro ha portato in scena anche opere di Edy Tonon, Alberto Corbatto, Onorio Dissette, Giacometto Zuberti, Marco Giovannetti e Antonio Boemo. Da segnalare inoltre la costumista Ornella Dovier, lo scenografo Renzo Degrassi, purtroppo scomparso, e il responsabile del settore musicale Andrea Cicogna.

Nel corso della semplice cerimonia alla Biblioteca civica sono intervenuti anche il sindaco Dario Raugna, che ha considerato Grado Teatro come un vero e proprio «fiore all’occhiello della città», e l’assessore Sara Polo, che per una quindicina d’anni è stata anche una delle attrici della compagnia. L’incontro è stato anche occasione per ricordare importanti personaggi che oggi non ci sono più in quanto scomparsi, qualcuno anche molto prematuramente: Giglio Boemo, Pia Clama, Licia Padovan e Massimo Gaddi. La festa
ricordo per i trent’anni, che è stata accompagnata al flauto da Elia Zuberti, si è conclusa con la riproposizione di alcune parti teatrali a leggio e con alcune scenette di cabaret gradese interpretate da Tullio Svettini e Stenio Gaddi.

@anboemo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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