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Trieste, sette medici indagati per lo studente morto

Diego Emili era stato operato a Cattinara per ridurre la frattura del femore dopo un incidente. Tre giorni dopo il decesso. L’ipotesi: omicidio colposo

TRIESTE La Procura di Trieste ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Diego Emili. Si tratta del diciassettenne vittima dell’incidente stradale di due settimane fa a Cattinara, in scooter, nel quale il giovane si era rotto un femore. Ma il ragazzo è poi deceduto in seguito alle complicazioni sopravvenute in sala operatoria. Una tragedia, ad oggi, rimasta senza spiegazioni.

In questi giorni dalla Procura è partita una raffica di avvisi di garanzia a carico di sette medici, vale a dire il personale che potrebbe aver avuto un ruolo diretto nelle cure del minore. Ben tre i reparti dell’ospedale di Cattinara coinvolti. Innanzitutto l’Anestesia e Rianimazione, a cominciare dal direttore di Struttura, il professor Giorgio Berlot; quindi, a seguire, il dottor Marco Crisman e la collega Marianna Oppelli. Ecco ancora il dottor Antonio Impusino della Neurochirurgia e il dottor Darno Cosulich della Chirurgia vascolare. Nell’elenco figura pure la Clinica ortopedica e traumatologica con il dottor Pietro Dordolin e il dottor Filippo Lo Coco.

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È indagata per omicidio stradale, invece, la ventiquattrenne alla guida della Renault Clio con cui Diego Emili si è scontrato: Michela Biscaro, una studentessa di medicina originaria di Castelfranco Veneto. L’impatto si era verificato domenica 3 dicembre, di sera: il diciassettenne, che per arrotondare faceva il porta pizze (non è stato accertato se in quel momento fosse effettivamente in servizio), è stato travolto dall’automobile mentre viaggiava in sella al suo Piaggio Typhoon in Strada di Fiume, a poca distanza dall’ospedale di Cattinara.

Il ragazzo era stato soccorso e quindi portato in ospedale per le cure del caso: il colpo aveva causato una frattura scomposta del femore. Ma non era svenuto. Né avrebbe dato altri gravi segnali di malessere. Tre giorni dopo, mercoledì 6 dicembre, i medici hanno dovuto constatarne la morte.

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L’inchiesta, avviata dal pm Cristina Bacer, cercherà di far luce sui motivi: perché Diego ha perso la vita? Dalle prime ricostruzioni emerge che il diciassettenne ha continuato a rimanere vigile e cosciente anche all’ingresso in sala operatoria per l’intervento di riduzione della frattura. Ma al termine dell’operazione non si è più svegliato. Le indiscrezioni raccolte negli ambienti ospedalieri riferiscono di una Tac che avrebbe riscontrato un edema cerebrale. È stata ipotizzata anche un’embolia grassosa, una grave complicazione che si può verificare quando il midollo penetra nel circolo sanguigno; determinando, così, degli emboli diffusi.

Insomma, la rottura dell’osso che poi è degenerata in ben altro. In effetti negli atti giudiziari si scrive chiaramente che la morte «è avvenuta dopo due giorni di degenza» e che la diagnosi di ingresso del paziente «presentava delle fratture non determinanti, nella normalità dei casi, il decesso».

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L’indagine dovrà dunque appurare se la tragica fine del ragazzo è stata determinata dalle lesioni del sinistro, da eventuali patologie preesistenti o da un errore medico. In astratto, insomma, potrebbe farsi largo la possibilità di una «carenza» da parte dei sanitari che hanno preso in carico l’adolescente. Di qui la necessità di procedere con l’autopsia sulla salma per la quale è stato nominato un medico legale, un anatomopatologo: il dottor Lorenzo Desinan dell’Università di Udine. È l’incidente probatorio chiesto dal pubblico ministero e dall’avvocato di Michela Biscaro, la studentessa al volante della Renault Clio. Un passaggio giudiziario, quello della richiesta, che andrà in scena oggi, alle 15.30, nell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Giorgio Nicoli.

Resta da stabilire pure un altro aspetto: dove sono state effettuate le prime cure alla vittima? Diego Emili sarebbe stato soccorso da un’autoambulanza che stava transitando sul luogo dello scontro; i sanitari sul mezzo, che avrebbe avuto altri pazienti a bordo, hanno poi allertato i colleghi, giunti sul posto alcuni minuti dopo con un’altra ambulanza e un’auto medica. Risulta, tuttavia, che il giovane (in quanto minorenne) sarebbe stato portato al Burlo, nonostante il sinistro fosse avvenuto a pochi metri da Cattinara. Il ragazzo, dopo la prima tappa in via dell’Istria, sarebbe stato poi trasportato appunto a Cattinara, più attrezzata per l’operazione necessaria.

 

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