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Trieste invoca lo “sconto” sui ticket online

In Regione pressing sulla giunta per eliminare la maggiorazione di 25 centesimi prevista per i biglietti dei bus comprati in rete

TRIESTE. Piero Camber, capogruppo di Forza Italia in Comune a Trieste, firma la mozione, approvata all’unanimità, che invoca l’allineamento delle tariffe tra il biglietto dell’autobus acquistato online (1,50 euro), e quello messo in tasca secondo modalità tradizionali (1,25 euro). La Regione prende atto e fa sapere di essere pronta a ragionare al ritocco all’ingiù. «Sempre che i gestori, che avevano imposto quel prezzo - si informa dall’assessorato -, cambino idea». Il tema emerge a pochi giorni dalla definizione delle tariffe per il 2018 del Trasporto pubblico locale, servizio ancora provinciale, nell’attesa che decolli il modello unico in capo a Tpl Fvg Scarl, ancora nel mirino di Busitalia, azienda nazionale che non accetta il secondo posto nella gara regionale bandita nel 2014.



Nella mozione azzurra si ricorda che in Fvg le tariffe sono stabilite annualmente con delibera della giunta regionale (accadrà anche quest’anno, tra Natale e Capodanno), si denuncia che «molto spesso i biglietti non si riescono a trovare causa orari di chiusura dei rivenditori o eccessiva distanza degli stessi dalla fermata» e si sottolinea che per questo nel 2017 è stato introdotto l’acquisto online dei ticket tramite sms o app, «servizio particolarmente apprezzato a Trieste». Ma la differenza non è da poco: per il biglietto orario intera rete si spendono 25 centesimi in più via web, «nonostante le aziende di trasporto non debbano accollarsi nemmeno i costi della stampa». Di qui, ricordato che l’assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro «si era pubblicamente impegnata all’equiparazione delle tariffe», la mozione sollecita sindaco e giunta a intervenire affinché il prossimo anno l’acquisto del biglietto online e attraverso le emettitrici automatiche sia lo stesso: 1,25 euro.

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La risposta della Regione? Di disponibilità. Fermo restando che le aziende del Tpl (trasporto pubblico locale) siano disponibili allo “sconto” dopo un anno sperimentale servito a verificare l’effettivo interesse dell’utenza. Tra una decina di giorni, nell’ultima seduta del 2017, la giunta deciderà nel merito.

Un anno fa, con tariffe congelate rispetto al 2015, i triestini si ritrovarono per la prima volta a pagare il biglietto dell’autobus (non online) come nel resto della regione: 1,25 anziché 1,35. Novità nel contesto di un Tpl che ha mantenuto comunque le agevolazioni per chi, lavoratori e studenti, i mezzi pubblici li deve prendere quasi tutti i giorni. Sempre l’anno scorso si è chiusa tra l’altro un’epoca storica, quella dell’accesso gratuito per i minori fino a un metro di altezza, e se ne è aperta un’altra: a viaggiare senza pagare un centesimo sono tutti gli under 10. Nell’attesa della delibera di fine anno, è ancora Fi a intervenire sul tema. Il consigliere regionale Bruno Marini, via interrogazione alla presidente Serracchiani e all’assessore Santoro, chiede di prevedere la gratuità del tesserino d’identità di trasporto.

«Per il 2017 - rileva Marini - è stato previsto anche che le aziende possono obbligare gli utenti a munirsi di un documento valido per cinque anni al prezzo di 5 euro e che tale facoltà è obbligatoria per l’abbonamento annuale». Trieste Trasporti, Saf di Udine e Atap di Pordenone, prosegue Marini, «hanno deciso di avvalersi di questo tesserino, anche perché lo ritengono un indispensabile strumento di prevenzione e di lotta all’evasione tariffaria. È evidente però che si tratta di un onere aggiuntivo per quegli utenti onesti che hanno sempre pagato la tessera mensile o annuale e non hanno mai pensato di truffare le aziende».

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