Quotidiani locali

ITER CHIUSO A MAGGIORANZA IN CONSIGLIO REGIONALE

Nasce il super Comune di Fiumicello e Villa Vicentina

FIUMICELLO. Bisognerà attendere il prossimo primo febbraio per il debutto del Comune di Fiumicello - Villa Vicentina, ma il difficile obiettivo di ridurre due enti locali a uno solo ieri è stato...

FIUMICELLO. Bisognerà attendere il prossimo primo febbraio per il debutto del Comune di Fiumicello - Villa Vicentina, ma il difficile obiettivo di ridurre due enti locali a uno solo ieri è stato centrato. Il Consiglio regionale ha infatti approvato il disegno di legge che, recependo l’esito del referendum di settembre, istituisce il nuovo Municipio. «Un’opportunità unica – per il sindaco di Fiumicello, Ennio Scridel –: abbiamo davanti un libro bianco e la possibilità di scriverci sopra il nostro futuro, programmandolo grazie a oltre due milioni di risorse». Un tesoretto che arriverà in due tranche: 800mila euro subito, 1,3 milioni nell’arco del quinquennio. Festeggia anche il primo cittadino di Villa Vicentina Gianni Rizzatti, che la fusione l’aveva nel programma elettorale. Scelta rischiosa, ma premiante. «Ci siamo esposti e la gente ci ha dato ragione», è il suo bilancio. Non tutti la pensano così. Specie a Villa Vicentina, dove per appena 39 voti, al referendum per la fusione, ha prevalso il no. «Il Consiglio comunale ha deciso di procedere ugualmente – spiega Rizzatti – nel solco della norma. Il compito della futura amministrazione sarà quello di amministrare bene e convincere anche i più scettici». In paese, come sui banchi del Consiglio regionale dove ieri, più che scettici, si sono contati consiglieri apertamente contrari rispetto al prosieguo dei due processi di fusione proprio per il prevalere dei contrari a Villa Vicentina (e Ligosullo). Il disegno di legge che istituisce il nuovo ente è passato a maggioranza: con 23 voti a favore del centrosinistra contro 19 no di centrodestra, M5S, Enzo Marsilio (Pd) e Mauro Travanut (Mdp), astenuto Stefano Pustetto (M5S). L’opposizione ha dato battaglia ritenendo una forzatura la scelta di procedere nonostante i no, in primis con Barbara Zilli (Ln) e Elena Bianchi (M5S). L’assessore Paolo Panontin ha liquidato come «strumentali» le contestazioni.

Ieri il Consiglio regionale ha guardato anche ai futuri processi di aggregazione e in particolare a quello tra Aquileia e Terzo d’Aquileia. Con 28 voti a favore e sette astensioni, l’aula ha dichiarato ammissibile la consultazione referendaria per l’istituzione del nuovo Comune. Nome: Aquileia.
Capoluogo: Terzo. L’iter ha dunque preso il via. Ora tocca alla presidente della Regione Debora Serracchiani fissare la data in cui – nel 2018 – i cittadini delle due comunità si recheranno alle urne. Poi il disegno di legge tornerà alla Commissione consiliare competente. (m.d.c.)

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