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A Mossa si corre troppo, chiesti gli autovelox

Residenti preoccupati. L’ex consigliere comunale Medeot: «Il Comune affronti di petto la questione»

MOSSA. Via Blanchis, via Olivers. E chi ne ha, più ne metta. Si corre troppo a Mossa. «Negli anni 70 - rammenta l’ex consigliere comunale Sergio Medeot - il Comune si era dotato di un messo comunale con funzioni di vigile urbano. Si chiamava (e si chiama) Gianfranco Nervo. Una presenza importante ed efficace, in particolare nella disciplina degli eccessi di velocità che quotidianamente si verificavano in paese. Tutti gli automobilisti che transitavano per Mossa sapevano che dovevano togliere il piede dall’acceleratore perché c’era un vigile attento. Andato in pensione, l’amministrazione comunale decise di non ricoprire più tale ruolo. Da allora Mossa è diventata una sorta di “zona franca della velocità”, in particolare nel lungo rettilineo di via Olivers che conduce a Lucinico, ma anche nel tratto interno che conduce all’ex confine di Stato. Un traffico, quello sulla sr56, che talvolta raggiunge i 18mila transiti al giorno, con una serie di incidenti accaduti, taluni anche mortali. Ci sono aspetti di vivibilità dovuti all’inquinamento atmosferico e acustico, che incredibilmente non viene monitorato da anni».

Continua Medeot: «C’è poi la grave questione degli eccessi di velocità che, sia ben chiaro, non verranno meno con l’apertura della 56 bis. Nonostante i ripetuti solleciti volti a regolamentare il controllo di tali eccessi, nulla è stato fatto. Né si può costatare su questo tratto una presenza, se non episodica, delle forze dell’ordine. A suo tempo si parlò di un accordo con il Comune di Gorizia per una presenza di un vigile sul territorio, ma non se ne fece nulla. Si prospettò poi l’ipotesi di un consorzio di vigilanza urbana nell’ambito dell’Uti, rimasta lettera morta. Mi permetto allora di rilanciare l’idea, già espressa diverse volte, di posizionare una stazione fissa di autovelox, al pari di quanto fatto nei Comuni di Savogna, Monfalcone, San Canzian d’Isonzo e tantissime altre municipalità della nostra regione con risultati eccellenti. Sia chiaro: non per fare cassa, ma per creare un deterrente formidabile volto a garantire vivibilità e sicurezza ai tanti cittadini che hanno la sfortuna di abitare in strade a forte intensità viaria e senza controllo. Registro che Gorizia, cui compete la gestione di via Udine, si estranea incredibilmente da tale iniziativa
né garantisce un controllo urbano efficace. Mi auguro che almeno Mossa affronti di petto quest’annoso problema, prima che sia troppo tardi. Perché se per disgrazia dovesse accadere qualcosa di grave, tutto si potrà dire all’infuori che non si sapeva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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